Marco Pavoni

Marco Pavoni nasce a Chieti nel 1984. Dopo aver conseguito la maturità classica, si iscrive al Corso di Laurea in Lettere Classiche dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti – Pescara, laureandosi nel 2007 con il massimo dei voti e la lode. Nel mese di Marzo 2009, ha concluso il suo percorso accademico conseguendo, con lode, la Laurea Specialistica in Filologia e Letterature del Mondo Antico. Ha finora pubblicato, su iniziativa dell’Associazione Culturale “Settembrata Abruzzese”, due contributi, nel 2005 e nel 2006, rispettivamente intitolati Alle origini del culto popolare di S. Antonio Abate e Le carte dotali tra linguistica e tradizioni popolari. L’amore per la scrittura poetica gli ha finora fruttato il primo posto nel Concorso Regionale “Poesie…in cammino 2007”, due secondi premi ottenuti nel Concorso Nazionale “Fondazione Pescarabruzzo – Edizioni Tracce 2007” e nel Concorso Internazionale “I Pensieri del Poeta 2008” e il Premio Speciale della Giuria nel Concorso Nazionale di Trento “F. Monti 2007”.

Premi e riconoscimenti

Concorso Internazionale “I Pensieri del Poeta 2008” secondo premio con le poesie intitolate “Tu” e “Epifania”;

Concorso Nazionale di Trento “F. Monti 2007” vincitore premio Speciale della Giuria con la poesia “La Torre”.

Concorso Regionale “Poesie…in cammino 2007” vincitore primo premio con la poesia intitolata “La Torre”;

Critica sulla silloge “Immagini”

Il poeta e critico letterario Prof. Giorgio Bàrberi Squarotti (Università di Torino) ha scritto: “(…)La Sua raccolta di versi è sicuramente interessante e suasiva. Mi piace l’impostazione concettuale e riflessiva del Suo discorso poetico, arduo e profondo, con scatti, a tratti, di intensa visionarietà e di originali metafore.”

Il poeta e critico letterario Prof. Valerio Magrelli (Università di Pisa e di Cassino) ha scritto: “(…) Ho trovato testi di notevole tenuta. Penso ad “Apocalisse” o a “Le Muse”. Buon lavoro, dunque, con i miei migliori saluti.”

Il poeta e critico letterario Prof. Giancarlo Giuliani ha scritto: “Libro notevole, questo di Marco Pavoni. È una poesia preziosa, cesellata, non in nome di un vuoto formalismo ma nella ricerca di risposte a domande fondamentali sul senso dell’esistere, sull’eterna questione del rapporto tra io e mondo. Forse non a caso la raccolta inizia con l’immagine di una “torre di eroi”, quasi un ultimo bastione nei “giardini pensili del Male”, reso assoluto dall’uso della maiuscola. (…)

L’amore, forza essenziale, appare come un Giano bifronte, a sottolinearne la duplice essenza, in una realtà che offre un continuo intreccio tra microcosmo e macrocosmo, ma che spesso è mediocre e presenta crepe che il poeta ben coglie, rifuggendo dalla ritualità, da ricordi che spesso restano sospesi tra Dolore e Noia. (…)

Non c’è rassegnazione, non c’è sterile lamento nella poesia di Pavoni, c’è invece una grande aspirazione alla Bellezza, sorretta da profonde radici culturali, rivissute e fatte proprie, elementi fondanti di una ricca personalità. Ne è conferma immediata, per il lettore, l’Intermezzo Giapponese.”

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