Viaggio nella luna XI puntata: Il Cinemago, lo stop trick e gli effetti speciali


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Rubrica di racconti e dialoghi di fantasia sulla storia e sulle tecniche e le tecnologie del cinema a cura di Serena Calabrese. Seguila anche su Facebook

Dovunque sia lo spirito, esso confida al cuore degli amici

Caro Auguste e caro Louis,
non c’è più ragione per non scrivere a entrambi, giacché Louis, che primeggia in monelleria, intercetta le mie lettere pure nell’aria. Vorrei che voi conosceste il riferimento del mio delirio costante, ciò che intendo quando invoco la creatura che vince su tutto e sul cuore dell’uomo (questa frase mi piacque e la riscrivo a entrambi). Non mi tormenta che la donna.

-Méliès!
-Mon Dieu. Non vi risolverete mai a capire che ho premura di scrivervi e non di parlarvi? [vedi puntata X]
-Hai stabilito tu l’accordo. Esordisti con un merde, ti compiacesti per la -conquistata facilità al turpiloquio degli ultimi decenni e poi ci invitasti “a parlare di cinema. Venitemi a trovare. Senza impegno, né spesso – gentile, direi – –Una volta al mese o giù di lì. Più o meno, insomma. Mi aiuterete”. “A far che?” domandai, senza avere risposta, sia mai.
-Suvvia, non vi dissi nulla?
-Sì: di portare il vino. [vedi puntata I]
-Louis, che memoria! Letterale oso dire!
-Come la tua. Siamo spiriti. Siamo tutta memoria.
-Perché non ce ne parli della donna, Georges? – domandò Auguste, leggero.
-Io feci di un camion un carro funebre nel tempo di un attimo e non so darmi pace se penso e ripenso.
-Fu un caso – rimarcò Louis, con affettuosa impertinenza.
-Siamo servi del Caso che è servo di Dio.

Méliès fa riferimento all’episodio in cui, girando per le strade di Parigi, si sarebbe inceppata la cinepresa (1896). Quaranta anni prima, Oscar Reijlander combinò sezioni differenti di 32 negativi in un’unica immagine, realizzò il primo “trucco fotografico”. Quello che è considerato il primo effetto speciale del cinema è lo stop trick. In “The Execution of Mary, Queen of Scots” (1895) [vedi puntata VII] il regista Alfred Clark fermò le riprese quando il boia alzò l’ascia, l’attrice venne sostituita con un manichino e si riprese poi a girare, dando l’effetto della decapitazione: il primo trucco realizzabile solo in un film.

-Io sono il Cinemago.
-Sembri matto, sai, il bello è che non stai delirando.
-Louis, non perdi mai occasione di essere impertinente?
-E lui non perde occasione di essere Méliès. Mai.
-Ero illusionista. Lo sono. Mi divertivo così tanto nel cinema. “Cinemago” aggiunge il campo di applicazione. Espressione precisa, di sapore popolare. Sembra un ossimoro ma, in fondo, perché?
-Cosa? – domandò Auguste.
-Perché sembra un ossimoro?
-Diccelo tu – invitò Louis.
-No. Discorso troppo lungo.
-Come se non ti piacesse parlare.

A Méliès si devono tecniche come l’esposizione multipla, la fotografia time-lapse e la dissolvenza. “Le voyage dans la Lune” del 1902 [vedi puntata I] mette insieme live action e animazioni, utilizzando anche miniature e matte painting (sfondi dipinti). Negli anni ’10 Norman Dawn combina il “matte shot” al “glass shot”: invece di bloccare l’esposizione utilizzando il cartoncino sulla pellicola vennero dipinte di nero alcune parti di quest’ultima. Dalla pellicola esposta solo in parte venivano proiettati su un vetro i singoli fotogrammi e su di esso si disegnava poi il matte. In definitiva, il matte si creava dal film con grande vantaggio per proporzioni e prospettive.

-È il momento.
-Per cosa? – chiese Auguste.
-Per il vino.
-Il nostro vino?
-Georges andò alla “cantina”, la sorta di scaffale con i cappelli del Congresso degli Astronomi di “Viaggio nella Luna”, con lo scopo di sfilare il vino dei fratelli Lumière.
-È il momento per il vino – disse Louis al fratello. [vedi puntata III]

Negli anni ’20 e ’30 le tecniche di effetti speciali vennero perfezionate dall’industria. Molte di esse erano varianti degli espedienti utilizzati nella fotografia statica e dagli illusionisti nei teatri. Venivano realizzate maschere, molto usate negli horror, che ben si adattavano al viso degli attori.
Una tecnica specifica per i film è il passo uno (stop motion), le animazioni si basavano su disegni, si pensi a “Gertie the Dinosaur” (Winsor McCay, 1914), e su modelli tridimensionali (“The Lost World” del 1925 e “King Kong” del 1933, agli effetti Willis O’Brien). In “Gertie the Dinosaur” si vede lo stesso McCay, ripreso dal vivo, che sale sul dinosauro animato: il primo utilizzo della tecnica mista nel cinema. Per Gertie, McCay si ispirò al Brontosauro basandosi sulle informazioni disponibili al tempo e sullo scheletro di Apatosaurus dell’American Museum of Natural History.
Diversi studi cinematografici crearono reparti per gli effetti speciali che si occupavano di quasi tutti gli aspetti ottici e meccanici dei trucchi. Le miniature consentivano di rappresentare battaglie navali e schianti di aerei e insieme al matte painting si poteva dar vita a mondi interi (“Metropolis”, Fritz Lang 1927).
Linwood G. Dunn perfezionò la stampante ottica (un proiettore collegato a una macchina da presa, sviluppato per fare le copie dei film): si potevano combinare le immagini con modalità inedite, creando nuovi tipi di illusione (“Citizen Kane”, Orson Welles 1941).

Méliès tornò come l’illusionista che era e con il vino, che affidò alle mani di Louis. Quest’ultimo fu sorpreso, avrebbe detto che il compito fosse di Auguste. Da sotto il letto di “Une nuit terribile” il Cinemago prese un vassoio: su di esso, il ventaglio di “Escamotage d’une dame chez Robert-Houdin”, fatto riparare dai “fratelli monelli” per il Natale di due anni prima, e tre calici che, abilmente, Georges non fece cadere [vedi puntata 6].

L’avvento del colore richiese un affinamento delle tecniche e, arrivando agli anni ’60, Stanley Kubrick preferì avere una squadra propria per “2001: A Space Odyssey”. Arrivarono nei ’70 gli animatroni (animatronic), ovvero sistemi meccanici ed elettronici che possono fare semplici movimenti con comando a distanza (“Alien” 1979, “E.T. the Extra-Terrestrial” 1982). Lo sviluppo di tale tecnica incontrò anche la robotica e divenne sofisticata (“RoboCop” 1987, “Terminator” 1984). Tra i ’60 e i ’70 molti studi chiusero i propri reparti interni e diversi tecnici divennero liberi professionisti o fondarono società, specializzandosi eventualmente in una tecnica particolare. Per “Star Wars Episode IV: A New Hope” (George Lucas, 1977), il supervisore agli effetti John Dykstra sviluppò, con la troupe, la Dykstraflex che consentiva una precisa ripetibilità del movimento della telecamera con vantaggi per il compositing “travelling-matte”. Questa squadra per gli effetti speciali fu soprannominata Industrial Light & Magic e dal 1977 ha apportato grandi innovazioni nel campo. Del 1977 è anche “Close Encounters of the Third Kind” (Steven Spielberg) a cui lavorò Douglas Trumbull, quello di “2001: Odissea nello spazio”.

-Ci siamo, Amis.

Il successo di queste pellicole fece sì che gli studios investissero poi abbondantemente in film fantastici con ampio sfoggio di effetti speciali e sono nate diverse case indipendenti di effetti così come sono state sviluppate nuove tecniche come la computer-generated imagery. Si è arrivati a una distinzione più netta tra effetti speciali (di solito realizzati sul set o effetti meccanici) ed effetti visivi (gli effetti ottici e di post-produzione). Per la CGI: “Young Sherlock Holmes” (Barry Levinson, 1985), “Terminator 2: Judgment Day” (James Cameron, 1991), film nel quale fu usato il morphing grazie al quale un oggetto animato poteva assumere fluidamente le forme di un altro oggetto, “Jurassic Park” (Steven Spielberg, 1993), “Toy Story” (John Lasseter, 1995), la trilogia de “Il Signore degli Anelli” (Peter Jackson, 2001, 2002, 2003), “Avatar” (James Cameron, 2009).

-Vi dissi che le vostre visite mi avrebbero aiutato. Lo hanno fatto. Ora si raccolgono i frutti.
-Ma che dici? Sembri più matto del solito – disse Louis, che diventava più impertinente se non comprendeva.
-L’assistente è un ruolo importante, far da spalla è un’arte. Sarete in due.
-La presenza scenica di Méliès aveva come un suo peso fisico.
-Cosa stiamo per fare? Una magia? – chiese Auguste.
-La magia.
-La magia della donna?
-La magia per la donna.

VIDEO:

“The Lost World” (Harry Hoyt, 1925)
https://www.youtube.com/watch?v=v9RGjVboHls

“Metropolis” (Fritz Lang, 1927)
https://www.youtube.com/watch?v=rnCXpOzete4

“King Kong” (Merian C. Cooper e Ernest B. Schoedsack, 1933)
https://www.youtube.com/watch?v=I8P7RzqOU_M

“Citizen Kane” (Orson Welles, 1941)
https://www.youtube.com/watch?v=8dxh3lwdOFw

“2001: A Space Odyssey” (Stanley Kubrick, 1968)
https://www.youtube.com/watch?v=3LAi7l3iQuE

“Star Wars Episode IV: A New Hope” (George Lucas, 1977)
https://www.youtube.com/watch?v=Xz0dPC-kJRc

“E.T. the Extra-Terrestrial” (Steven Spielberg, 1982)
https://www.youtube.com/watch?v=DSx8Jobx-Gs

“Terminator 2: Judgment Day”(James Cameron, 1991)
https://www.youtube.com/watch?v=EYQMfT6nsQs

“Avatar” (James Cameron, 2009)
https://www.youtube.com/watch?v=OJ1JzYPjcj0

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