VIAGGIO NELLA LUNA X puntata. Le piccole mani delle donne: colore!


Rubrica di racconti e dialoghi di fantasia sulla storia e sulle tecniche e le tecnologie del cinema di Serena Calabrese.

Dovunque sia lo spirito, esso confida al cuore degli amici, 15/02/2016
Caro Auguste,
a te scrivo non per rimostranza nei confronti del buon Louis, dotato dell’impertinenza intelligente della gioventù, esattamente quella gioventù che appartiene a chi nacque dopo di noi. Non dirgli di questa missiva solo per te. Non posso indirizzarla con un nome sulla busta. Ovvero posso farlo, credo, ma ciò è considerato malcostume tra gli spiriti, giacché, da spiriti, siamo cosa sola. Sicché, suppongo tu non ti possa tenere per te alcunché, oltre un certo tempo.
Fino a quel tempo, facendoti promessa di assicurarti una congrua razione di vino, non la prossima, ma la volta successiva alla prossima, vorrei che tu conoscessi il riferimento del mio delirio costante, ciò che intendo quando invoco la creatura che vince su tutto e sul cuore dell’uomo. Io vorrei che tu mettessi impegno nel comprendere che…

-Oh, buon Dio, Méliès!
Louis Lumière non poté tenersi.
-Oooh, i fratelli monelli!
Georges mostrò contentezza sincera; la dovette dimostrare, poiché non era il momento suo, della contentezza. Sollevò suo malgrado la penna del cuore dal foglio dell’aria.
-Georges, è uno spettacolo volgarissimo…
-Suvvia, Auguste! Cosa c’è di volgare nell’uomo? Direste volgare il “Perseo trionfante” del Canova?
-Ecco che manca! L’elmo e la testa di Medusa!
-Io mi accontenterei di un drappo ai fianchi – aggiunse Louis.
A chi non ha ancora compreso spieghiamo che Méliès era nudo.
-Orbene, il pudore della nudità mi appare spesso più un affare culturale che un fatto naturale.
-Non sei per questo più gradevole alla vista – precisò Louis.
-Cari, io non mi vesto non per pigrizia, non per provocazione né per esperimento. —Bensì, per indecisione. Venite in mio aiuto.
Georges nudo andò a prendere, appesi alla Luna del Viaggio, due completi: uno nero su camicia bianca e uno verde cipresso su camicia cognac.
-Bianco e nero o colore, fratelli?
-Bianco e nero! – disse Auguste,
-Colore! – disse Louis. Sorrisero.
-Ci chiedi di scegliere? – domandò Auguste.
-Dove non sceglie la Storia, l’uomo è libero.
-Ma la Storia la fa l’uomo, Georges – osservò Louis.
-Non tutti gli uomini insieme, ahimè.
Reynaud utilizzò il colore, dipingendo a mano, per le sue Pantomime luminose [vedi VI puntata]. Utilizzò le tinture a pastello. Nel 1894, un film di Laurie Dickson prodotto da Thomas Edison venne colorato, sempre a mano, stavolta con la tintura di anilina, da Antonia Dickson che lavorò fotogramma per fotogramma; è il debutto del colore applicato a una ripresa fotografica animata che era in b/n.
-La “Serpentine Dance” – ricordò Louis.
-L’abbiamo ballata tutti e tre, per così dire.
-Non solo noi, Georges – precisò Auguste.
Nei primi decenni, il colore ha due modi di applicazione. 1) Bagno per immersione in un particolare colorante trasparente; l’effetto è davvero peculiare. Così, le scene d’incendio sono tinte di rosso, l’atmosfera del deserto viene resa con il giallo e via dicendo. 2) Colorazione a mano di ogni fotogramma con l’ausilio dell’inchiostro. Tecnica economicamente impegnativa ma di grande effetto.
Le piccole mani delle donne colorano il cinema come colorano il mondo – direbbe Georges.

George Albert Smith, con l’angloamericano Charles Urban, lavorò al Kinemacolor (1906), primo processo riuscito di film a colori non privo di criticità: il blu e il bianco non hanno buona resa, i colori sembrano pastosi. “Un rêve en coleur” (Un sogno a colori, è il caso di dirlo davvero), è del 1911. Dopo almeno 250 film, prima della Grande Guerra, il Kinemacolor fu accantonato per motivi economici. Ma arriva nel 1916 il Technicolor, marchio di fabbrica di vari procedimenti di cinematografia a colori (tante grazie alla Technicolor Motion Picture Corporation), il più usato negli USA dal 1922 al 1952. Una camera di dimensioni notevoli fa scorrere contemporaneamente e in modo sincronico tre strati di pellicola in bianco e nero, dietro l’obiettivo c’è un doppio prisma. Verrà aggiunto un quarto strato colorato di un grigio neutro: la matrice di quest’ultimo è data dalla sovraimpressione fotografica delle tre matrici di ripresa, evidenziando in tal modo i contorni delle forme.
Anni ’30, in Germania lo sviluppo del film di propaganda che molto interessa al Partito Nazionalsocialista si inserisce nel nostro discorso: col procedimento Agfacolor ecco le diapositive in negativo. Le innovazioni tedesche sono importanti anche perché favoriscono i progressi nel campo negli USA, in Unione Sovietica, in Belgio e in Giappone dove abbiamo il Fujicolor. Durante gli anni ’50 i film, prima girati in Technicolor, passano in Eastmancolor, approdo statunitense dell’Agfacolor. In Italia, nel 1950 viene realizzato con l’Ansco Color il primo lungometraggio a colori, “Mater Dei” (scritto e diretto da Emilio Corsero, 1950), distribuito nelle sole sale parrocchiali. Il Ferraniacolor venne sperimentato inizialmente nelle produzioni comiche (“Totò a colori”, Steno, 1952) ma più sicuro rimaneva l’Eastmancolor (“Le fatiche di Ercole”, Pietro Francisci, 1958).
Vedi puntata VI, su “Biancaneve e i sette nani”.
-Dunque, fratelli monelli? Bianco e nero o colore?
-Fai come come vuoi. Sai portarli entrambi – rispose Louis.
-Farò così: completo verde su camicia bianca. Nessuno ci vieta di stare nel mezzo oggi, nell’una parte domani, nell’altra parte più avanti.
-Ora voglio la mia contenuta razione di vino – dichiarò Auguste.
-Dicci della donna, Georges – disse Louis.
-Hai letto la lettera per tuo fratello maggiore.
-Mi è venuta addosso, nell’aria.
Georges andò alla sedia dove c’era il drappo che ricordava quello di “Escamotage d’une dame chez Robert-Houdin”, quello che Auguste abbandonò [vedi puntata VIII]. Lo accarezzò, alla maniera pietosa del suo melodramma.
– La donna, signori. La donna scompare.

VIDEO:

“Serpentine Dance” (the Skladanowsky brothers 1895, Dickson for Edison Manifacturing Company 1895+1896+1897, Lumiere brothers 1896, Demeny 1897, Alice Guy 1899+1900+1902, Melies 1899
https://www.youtube.com/watch?v=BZcbntA4bVY

« Le Royaume des Fées » (Georges Méliès, 1903)
https://www.youtube.com/watch?v=AfmH7WyWXg8

“Snow White and the Seven Dwarfs” (David Hand, 1937) – Trailer con audio italiano 1972
https://www.youtube.com/watch?v=F044aSLBRIg

Da “Totò a colori” (Steno, 1952)
https://www.youtube.com/watch?v=gby4hjLSX9E

 

 

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