Sul vento di Celan: la viaggio-poesia di una famiglia


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Fort Cochin, Kerala – India del Sud. E’ una famiglia di sei persone che, da Agosto 2014,  ha intrapreso un viaggio di un anno in giro per il mondo. La loro impresa ha meritato l’attenzione di diversi quotidiani nazionali tra cui La Repubblica ed  è raccontata giorno dopo giorno sul seguito Blog-diario “Seinviaggio – I passi di sei persone con gli occhi aperti sul mondo utilissimo anche come vademecum per le famiglie numerose che decidono di mettersi  in viaggio.  L’intervista, al capo famiglia Alessando Gangemi – di seguito pubblicata – è stata realizzata da Dimitri Ruggeri nell’ambito del progetto Profile. Ad accompagnare i sei camminatori i versi del poeta Paul Celan:

Vento notturno / così candidi sono i tuoi capelli / candido ciò che mi resta / candido ciò che perdo / ella conta le ore e io conto gli anni / noi bevemmo pioggia / pioggia, bevemmo. (P. C.)

INTERVISTA a cura di Dimitri Ruggeri

D.R. Ci illustrate brevemente il vostro progetto?
A.G. Eravamo 5 anime che a un certo punto (con diversa coscienza della cosa), volenti o nolenti, si sono trovate ad affrontare uno dei tanti dilemmi del vivere in questi tempi. Continuare così nella quieta disperazione o trovare un altro tempo, un altro modo di stare insieme. Abbiamo deciso, saputo l’arrivo del nostro quarto figlio, di cambiare completamente rotta. Da luglio 2013 abbiamo iniziato completamente a cambiare modo di concepire le nostre azioni. Avevamo un nuovo obiettivo: partire. Abbiamo lasciato la scuola (le nostre due figlie), abbiamo interrotto i nostri rapporti lavorativi, abbiamo iniziato a progettare ed organizzare il viaggio, è arrivato il piccolo Martino con parto in casa. Tutto, pian pianino ha trovato la propria casella dentro cui infilarsi. Senza nessuno sforzo particolare siamo arrivati alla partenza del 28 agosto. Sono 11 mesi totali di viaggio tra Grecia, Turchia, India del Sud, Thailandia, Indonesia, Filippine, Giappone, Messico, U.S.A., Italia (alcune tappe sono ancora incerte). Tutti voli organizzati col sistema BootsnAll. Il progetto si ferma concretamente qui. Quel che poi sta succedendo e succederà è nella natura del viaggio ed è assolutamente imprevedibile. Quest’ultima evidenza è stata pensata ma non era progettabile: non sappiamo che sarà di noi al nostro ritorno ed era forse ciò di cui sentivamo il bisogno. Sentirci liberi dagli schemi, in primis noi adulti.

D.R. I ricordi delle città che state visitando li leghi più al luogo, alle persone o all’esperienza condivisa con la famiglia?
A.G. I ricordi più comuni sono solitamente più legati ai luoghi, ma sono rarefatti, un odore, moltissime immagini legate a particolari momenti di coscienza. Sempre tutte molto veloci, la vita con quattro bambini non permette di soffermarmi molto. I ricordi più forti però sono quelli vissuti con le singole persone, familiari o meno. Allora lì il luogo si autosospende, anche se i colori e la sua geografia partecipano al ricordo. Restano impresse alcune parole, dei sorrisi, dei pianti e delle sensazioni che lego a questi. In questo caso l’impressione è quella che conta (impressione nel senso di qualcosa che resta impresso, ti segna), l’impressione crea l’essenza del momento e condiziona il mio mondo.

D.R. Quando tornerete il mondo vi sarà stretto oppure vi darà l’impulso per vivere diversamente la realtà?
A.G. Ripeto spesso a me stesso che non so in che condizioni torneremo. E chissà dove sarà la realtà.

D.R. Quali libri vi stanno facendo compagnia o quali hanno ispirato il vostro viaggio?
A.G. Il viaggio è stato partorito dalle nostre menti. Qualcuno le ha stimolate, non saprei dirti chi. Libri essenziali che ci hanno rapito in viaggio e non nell’ultimo anno sono Individuo e Comunità di Paul Goodman, How to bring up a child di La Mére, Gli Dei dentro l’uomo di J. Bolen. Un libro che mi sta sorprendendo è La difesa di Lužin di V. Nabokov. E’ pieno di vita, di sensazioni e umori. Si salvi chi può, Nabokov è la parola che agisce e t’instilla dentro un ritmo che ti porti dentro per tutto il libro. Questo oggi, domani chissà. L’India occupa parecchio le nostre menti: pensavamo a Shantaram di G.D. Roberts, Giochi Sacri di V. Chandra e Viaggio in India di R.Kipling. Ma Leggere non è facile.

D.R. Qual è il vostro poeta preferito? Puoi citarci un verso significativo per l’avventura che state vivendo?
A.G. La poesia è diventata un vezzo. Non riuscirei a ricordare neppure degli autori passati. Merini, Celan, Saba, Ferlinghetti, De Andrè. Ho fatto fatica a trovarlo ma mi ha commosso:
Vento notturno
così candidi sono i tuoi capelli
candido ciò che mi resta
candido ciò che perdo
ella conta le ore e io conto gli anni
noi bevemmo pioggia
pioggia, bevemmo.
(Tratto da Dormi Dunque – Paul Celan)

D.R. State ricevendo riscontri? Quali sono i più significativi?
A.G. A parte l’effimero andirivieni dei media sulla nostra notizia, siamo sorpresi da chi ci segue. Siamo diventati esemplari senza esserlo: ad alcuni abbiamo aperto delle porte, ad altri permettiamo di sognare, altri ancora possono sfogare i propri istinti animaleschi contro di noi. E’ tutto veramente sorprendente, abbiamo passato giorni cercando di farcene una ragione. Abbiamo reagito svuotando la nostra testa da tutti i condizionamenti che questo significa. Oggi siamo migliori anche grazie a questi riscontri.

D.R.  Per curiosità dove possiamo geolocalizzare questa intervista?
A.G. Fort Cochin, Kerala – India del Sud

D.R. Prossimi passi?
A.G. Bangkok, fra una settimana partiamo. 6 giorni lì e poi andiamo a Ko Samui. Poi si vedrà, nulla è scritto men che meno i biglietti.

D.R. Dove vi possiamo seguire?

A.G. Abbiamo creato un Blog e una pagina Facebook Seinviaggio che potete seguire e commentare.

(2015 – TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI)

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