Viaggio nella Luna V puntata: Rêve de Noël



Rubrica di racconti e dialoghi di fantasia sulla storia e sulle tecniche e le tecnologie del cinema di Serena Calabrese.

I fratelli Lumière entrarono alla Star Film. Entrarono in scena, è il caso di dirlo.
– Lumière! Che ci fate qui, fratelli monelli??!
Georges urlava da una qualche parte a destra rispetto allo sguardo di Louis. Auguste dava le spalle alla voce di Méliès. Poi Georges comparve in scena ammantato di disappunto.
– Georges abbiamo 150 anni e più. Non ci chiamare “fratelli monelli”, è demenziale – disse Auguste con calma.
– Esprimevo disappunto con educata delicatezza. Siete in anticipo.
– Rispetto a cosa? – chiese Louis.
All’appuntamento.
– Quale appuntamento? Noi tre non ci diamo mai appuntamento.
– In base ai nostri seppur vaporosi accordi e in base a un’analisi dell’intervallo di tempo medio che separa una vostra visita da quella successiva, aggiungendo però la variabile delle festività, vi aspettavo per fine dicembre almeno. Merde!
– Il fallimento dei tuoi sistemi di previsione ti indispone tanto?
– No. Ma i regali di Natale non sono pronti.
Louis sorrise, Auguste meno e mantenne maggior disincanto.
– Non importa Georges, ce li darai – disse.
– Non importa un corno! La tempistica è parte integrante dell’evento. Un attore che entra in scena in ritardo ha polverizzato la scena. O l’effetto previsto, quantomeno.
Una scarpa era in mezzo alla scena della Star Film. Méliès la indicò.
– Che c’è, Georges? È una scarpa! – osservò banalmente Auguste.
– Tutto ciò precederà chissà quale pistolotto teorico-enciclopedico – sussurrò abbastanza ad alta voce Louis.
– Non precede niente, fratello monello impertinente Louis. «Le Rêve de Noël»! Auguri, Lumière!
I fratelli risero in accordo armonico, quasi alla stessa intensità di forza e tono.
“Il Sogno di Natale” è un film del 1900 di Georges Méliès.
– Secondo voi, la scarpa che cade durante il balletto iniziale e che viene poi prontamente raccolta nel corso del balletto medesimo… è una cosa voluta?
– Georges ma chi si ricorda quel film!?
– Louis! – ammonì Auguste.
– Voglio dire che non mi ricordo neanche se l’ho visto e non perché non sia importante. La memoria non ha sempre a che fare con l’importanza. Né con l’urgenza!
– Bella questa, ragazzo! Se facessi ancora film, questi sarebbero forse sonori, e io farei dire questa battuta a qualche attore!
– Diccelo tu se era voluto. Io suppongo di no. È il tipo di cosa che fa pensare…
Camminando nel pieno delle sue riflessioni Georges calpestò la scarpa e accennò una caduta.
– Merde! Il Teatro!
– Georges!!! Il Teatro non è merde! – lo ammonì Auguste, con ancora più forza di quanta non ne mettesse nel riprendere il fratello.
– Ma lo so, fratelli monelli! “Il Teatro” completa la tua frase: “È il tipo di cosa che fa pensare… al Teatro!”. – Non poter o cercare di evitare di ripetere richiede Professionalità.
– Perciò ritieni che per fare il cinema non occorra professionalità? – domandò Louis, come tendendo un tranello.
– Mon Dieu! Niente affatto, per l’amor del cielo!
Georges si sedette al centro della scena, per terra:
– Il Natale è sempre andato d’accordo con il Cinema. Perché il Cinema parla di Vita e nella nostra Vita, almeno in quella di alcuni popoli, c’è il Natale! Con la globalizzazione, non ne parliamo!
– Ma che c’entra? – domandò Auguste all’orecchio di Louis.
– Mi dai ancora più fastidio tu che ancora ti stupisci.
– E poi il Cinema è Sogno, il Natale pure può essere sogno. Rêve de Noël.
– Dalla metà degli anni ’40 Hollywood ci regala pellicole deliziose. “La vita è meravigliosa”! – fece Auguste.
– Sì è vero che è meravigliosa, lo penso anch’io se mi sforzo, ma che c’entra, fratello? – chiese Louis.
– Parla del film, ragazzo. (Georges ride) La Vita è meravigliosa…
– Gran film!
– Parlo della Vita, ragazzo.
– Louis si indispettì. Auguste era divertito come non mai. Quando il sorriso si era attenuato sulle sue labbra, parlò:
– “Miracolo nella 34esima strada” e i remake a seguire. Ne esiste anche una versione colorata. Nel 2005 viene scelto dal National Film Preservation Board per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.
Dagli anni ’80 in poi – continuò Georges – le atmosfere zuccherose in toni caldi si sciolgono in altri tipi di tinte, per esempio quelle dell’horror con “Gremlins”, del gotico con “Edward mani di forbice” che immette nelle vie del sociale e del romanticismo, della commedia, per esempio con “Mamma ho perso l’aereo” e seguiti e variante spregiudicata con “Babbo bastardo”, e via discorrendo. “Il nostro Natale” è un film drammatico Francia-USA e ci sono anche film di guerra come “Furyo” di Nagisa Oshima. E i cinepanettoni italiani!
– I che? – domandò Louis.
– Alcune cose italiane non le capisco. Il parmigiano sulla pasta. Bah… – aggiunse Auguste.
– Che c’è da capire? E poi noi siamo francesi, Auguste, il formaggio e le sue numerose applicazioni sono materia d’indagine per noi. Eppure i cinepanettoni rappresentano uno dei non numerosi esempi di cinema industriale che si fa oggi, e con oggi intendo l’epoca che sta vivendo la gente non morta, in Italia. Che si potrebbe fare con gli stessi soldi in altri modi, con altre idee e con altro coraggio! Se potessi ancora fare il cinema, farei il cine-bûche! – Sarebbe divertente scoprire se funzionerebbe in Francia! Suppongo di no.
– Che?
Il tronchetto di Natale (Bûche de Noël) è un dolce natalizio tipico della Francia.
– Lascia stare, ragazzo.
– Mi tralasci Walt Disney, Georges? – domandò Auguste.
– Mai. A partire dalle “Silly Simphonies”. E Disney non è solo animazione.
– Già – confermò Louis.
– Avete il vino?
– No – confermò Louis.
– Bene, bravi.
– Niente predica? – chiese Louis.
– Le prediche le fanno i preti. Risparmiate denaro e fatemi il regalo.

« Rêve de Noël » (Star Film 298-305, 1900)
“The Night Before Christmas” (Wilfred Jackson, 1933)

« It’s a Wonderful Life” (Frank Capra, 1946)

“Miracle on 34th Street” (George Seaton, 1947)

“Merry Christmas Mr. Lawrence” (Nagisa Oshima, 1983)

“Vacanze di Natale” (Carlo Vanzina, 1983)

“Gremlins” (Joe Dante, 1984)

“Edward Scissorhands” (Tim Burton, 1990)

“Home Alone” (Chris Columbus, 1990)

“Tim Burton’s The Nightmare Before Christmas” (Henry Selick, 1993)

«’R Xmas» (Abel Ferrara, 2001)

“Bad Santa” (Terry Zwigoff, 2003)

“Ogni maledetto Natale” (Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo, 2014)

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