Zanarella: la musica che va dove porta la strada



Paolo Zanarella è un pianista fuori posto che con il coraggio, l’inventiva e la passione riesce a decontestualizzare le piazze e a far amare il pianoforte alla gente. Nell’ambito del progetto Profile pubblichiamo un’intervista a cura di  Dimitri Ruggeri che ha incontrato il musicista nella sua ultima performance davanti alla Nave di Cascella a Pescara.

D.R. Come nasce l’idea del tuo singolare progetto?
P.Z. Quando mi sono accorto che è più semplice portare un pianoforte alla gente che portare la gente ad ascoltare un pianoforte

D.R. In cosa ti differenzi da un’artista classico e cosa ti accomuna a un artista di strada.
P.Z. Per la verità non amo definirmi artista di strada ma piuttosto “pianista in strada”. Mi accomuna all’artista di strada il fatto di non suonare prevalentemente in teatro ma in piazza o sulla strada. Non mi definisco un artista classico in quanto la musica classica non fa parte seriamente del mio repertorio anche se è quasi l’unica musica che ascolto.Sulla strada voglio scardinare il comune pregiudizio che il pianoforte sia uno strumento solo per classici e quindi troppo serio, staccato e impegnativo. Io ci gioco lo faccio capire alla gente in strada sia facendo ascoltare mie composizioni il cui ascolto non è affatto troppo impegnativo, sia interpretando la musica evergreen degli ultimi quarant’anni in modo assolutamente piacevole e volte divertente.

D.R. In base a quale criterio scegli i pezzi musicali da suonare negli ambienti che decontestualizzi?
P.Z. In base alla sensibilità di chi incontro, il suo interesse, la sua età e la sua cultura musicale. E non è difficile capirlo sulla strada.

D.R. Questo tuo impegno pensi che possa essere una semplice parentesi della tua vita?
P.Z. Non lo so ancora dove mi porterà questa scelta. Di certo so che in questo momento la strada è la scelta giusta: “la strada è la mia strada”

D.R. Quale città hai preferito di più?
P.Z. Non ho una preferenza particolare…. Devo ahimè constatare comunque che nelle città del nord ho incontrato generalmente maggior sensibilità

D.R. Qual è la tua formazione musicale? Chi sono i tuoi musicisti di riferimento?
P.Z.Sono autodidatta. Mi sono impegnato nella musica un po’ più seriamente soltanto negli ultimi 6, 7 anni. Ho sempre amato ascoltare i classici e fin da giovane mi ha affascinato la ricerca e la composizione. Bach è il mio riferimento armonico, Chopin il mio riferimento passionale, Rachmaninov quello espressivo.

D.R. Quali progetti hai in cantiere?
P.Z. Altre incisioni e soprattutto sto lanciando a livello planetario il mio brano L’Amour, quello che sarà l’inno internazionale dell’amore!

(© Agosto 2014 – RIPRODUZIONE RISERVATA)

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