Carmelo Bene, “Il mio testamento dalla tomba del teatro”


Sisohpromatem (Marco Vignolo Gargini)

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Carmelo Bene in scena all’Argentina di Roma con un lavoro sull’invulnerabilità di Achille

Il mio testamento dalla tomba del teatro

Dal 24 al 30 novembre con testi di Omero, Stazio e von Kleist

di CURZIO MALTESE


ROMA – Nella stanza rossa dell’attesa, la notizia colpisce alle spalle: “Carmelo Bene è morto, per favore non pubblichi foto, soltanto spazi bianchi”. Una sciagura, ma poiché a dare il prematuro annuncio è lo stesso defunto, se ne può discutere. È l’inventore di divini spettacoli, dai “Pinocchi” a “Nostra signora”, che ancora meravigliano nelle notti di RaiTre a trent’anni di distanza, torna in scena dal vivo o quasi all’Argentina dal 24 al 30 novembre con un lavoro sull’invulnerabilità di Achille, anzi l’invulnerabilità con il trattino come il centrosinistra.

Achille, l’eroe sciocco, l’invulnerabile che corre alla rovina, una ventennale ossessione di Carmelo Bene che come invulnerabile ha vissuto la vita e ne porta i segni…

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