E se davvero il tuo silenzio musica non fosse, John?


E se davvero il tuo silenzio  musica non fosse, John?Angelo Ricciardi presenta allo Spazio Zero11 la mostra “E se davvero il tuo silenzio musica non fosse, John?”, il secondo evento espositivo di Percorsi Contemporanei, a cura di Franco Cipriano.

 

Di particolare collocazione nell’ambito delle proposte artistiche contemporanee, Ricciardi è una presenza dal rigoroso percorso di “pensiero operante”. Si distingue, sul piano nazionale ed europeo, per la lucidità sperimentale e la coerenza comportamentale nello svolgimento di una “critica” dell’arte e del suo sistema, non solo di schema “politico” ma anche simbolico, comunicazionale, psico-sociale. Franco Cipriano, nel testo di commento al catalogo, scrive: “la storia dell’arte per Ricciardi è conclave di domande sull’esistenza stessa dell’arte. È area delimitata nella quale si svolge un’infinita indagine, si cercano vanamente decisivi indizi per definirne il destino, e questa ricerca del proprio senso è l’ultimo anelito di realtà dell’arte. Iscrivendosi nella linea di critica del soggetto radicata nel “gioco” duchampiano della citazione e della delocazione, Ricciardi svia anche la soluzione concettualista che presume di svelare la verità dell’opera nella sua declinazione di riduzione della struttura linguistica.

Angelo Ricciardi - indizi-2x

[…] Ricciardi mette in questione la stessa s-definizione e indeterminazione dell’operare dell’arte, “criticandone” la significazione negli statuti ideologici, anch’essi ri-formati, istituzionalizzati, della arte senza arte. Il suo disincanto è radicale, dà scacco sia al feticismo concettuale sia alla declinazione relazionale del processo, per accedere all’esperienza di una arte “senza qualità”, “inessenziale” gesto di presa d’atto dei frammenti operabili del mondo. La sua è anamnesi in tempo reale di un palinsesto reliquiale, di segni, immagini, materie, tecnografie, tecnologie, dove la memoria è mero incidente di laboratorio.[…] Operando nell’ultima im-possibilità dell’arte che nega anche la sua negazione, Ricciardi interroga sia l’hegeliana idea dell’arte che diventa riflessione sull’arte stessa, sia la duchampiana versione oggettuale del silenzio dell’arte come surplace della soggettività espressiva. […]

Angelo Ricciardi - nihil-mei-33x

Come il titolo performativo della mostra evoca, Ricciardi delinea l’ipotesi che l’arte viva la sua scomparsa in una infinita tautologia, una “ripetizione indifferente” delle simulazioni del proprio negarsi. Si indica appunto il sospetto che l’arte sia una incantata assenza e che gli artisti siano gli inesausti celebranti della sua silenziosa dispersione nei segni e nelle immagini in cui si autorappresenta il mondo. E infine il ritrarsi è nell’opera di Ricciardi il suo stesso tragico “falso movimento” nel quale ritorna irresistibilmente l’artista.”

SPAZIO ZERO11
Liceo Artistico G. De Chirico, Via V. Veneto,514 – Torre Annunziata (Na)
Dal 7 al 29 marzo 2013 – ore 9.00/15.00
a cura di Franco Cipriano
Segui l’evento anche su facebook/spazio.zeroundici
Su appuntamento, ore 15.00/18.00.
Info: 081.5362838 – 333 89 98 740
 


 
Angelo Ricciardi è nato a Napoli, dove vive e lavora. La sua ricerca si basa sul rapporto tra scrittura e figurazione nella società contemporanea, con particolare interesse per gli scambi tra comunicazione verbale e comunicazione visuale. Tra i suoi i progetti, spesso realizzati in collaborazione con altri artisti e svoltisi contemporaneamente in varie città del mondo, vi sono Leafletting (2002), The New Little Red Book (2003), Art Line Do Not Cross (2004), Happy Birthday, Mister Johns! (2005), Desktops (2006), walkabout (2006), Achtung Bitte Kunst Kann Eine Falle Sein (2009). E’ autore di numerosi libri d’artista, molti dei quali presenti in importanti spazi e collezioni pubbliche e private (MoMA Library, Printed Matter, Collezione Liliana Dematteis, Archivio del ‘900 del Mart di Trento e Rovereto, MU.SP.A.C., Collezione Alessandro Gori, CLA Centre de Livres d’Artistes Bruxelles, ecc.). Ė co-fondatore di CODICE EAN, laboratorio indipendente intorno al contemporaneo. Ha preso parte a Progetto Oreste. Ha collaborato con kainòs, rivista telematica di critica filosofica, al progetto editoriale Le Parole del Novecento. Ha pubblicato nel 2011 per Martano Editore, Torino, il libro 1999-2010, sorta di racconto, per immagine e parole, della propria attività artistica.

Si ringrazia Raffaella Barbato

 


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