Il Giudizio Universale secondo Maddalena


La redazione segnala il poeta Riccardo Maddalena – classe 1985 – di Avezzano (AQ) – che ci ha inviato un  testo inedito.

Riccardo è medico e si dedica alla scrittura creativa da diversi anni.                             

Nel giorno del Giudizio Universale, a milioni di miliardi, le persone si riuniranno ansiose e timorose di quello che sarà il proprio destino di lì all’eternità. Quando circondato da Angeli, Arcangeli, Cherubini, Serafini, Corazzieri e Texas Rangers celesti scenderà Dio, tutto il chiasso di quella moltitudine impotente si muterà di botto in lieve brusio per qualche secondo, prima che un’ala di silenzio imbavagli le bocche dei presenti: persino i respiri allora saranno cauti e rispettosi, per divenire apnee allo spalancarsi delle labbra divine. Dio dividerà i buoni dai cattivi. I primi potranno adorarlo nei secoli dei secoli, i secondi (la maggior parte) avranno la possibilità di capire come si è formato tutto il carbone ricevuto da Babbo Natale (che già li aveva inquadrati).

Il giudizio sarà uno, infallibile e insindacabile. Non sarà un giudizio spietato, sarà misericordioso ma giusto. I buoni tireranno un sospiro di sollievo, saranno felici e ringrazieranno Dio, le loro urla invaderanno il cielo, alcuni cadranno a terra svenuti. I cattivi entreranno nel panico, i loro volti contratti saranno rigati da lacrime e smorfie di disperazione, le loro urla invaderanno il cielo, alcuni cadranno a terra svenuti.
In questo modo l’Umanità sarà per sempre divisa e si compierà finalmente la Nemesi divina, che non è di destra, non è di sinistra.. forse un po’ democristiana, ma amorevole e tuttavia giusta nella sua misericordia. Il tempo non avrà più senso, ma continuerà a scorrere anche senza orologi, anche dopo la fine del Mondo. Lentamente la gratitudine delle anime salvate dall’eterna dannazione comincerà a scemare, sfumerà in un omogeneo senso di piatta riconoscenza e infine, col passare dei mesi, degli anni (dei secoli, per gli animi più lenti), anche quella piatta riconoscenza si estinguerà, assiduamente insidiata e infine strangolata da mille interrogativi sottaciuti, da mille pulsioni tenute a freno. I buoni non lo diranno ad alta voce, non lo diranno neanche a voce bassa, ma inizieranno a pensare cosa staranno facendo, come staranno soffrendo i propri cari cattivi, i fratelli dannati, i figli condannati, gli amici salutati, gli affetti abbandonati. “Finché morte non vi separi” non sarà più così sensato, nessuno però oserà chiedere di far salire gente. Alcuni piuttosto, in preda ai sentimenti e pervasi da uno strano senso di vuoto, valuteranno la possibilità di essere spostati giù, ai forni eterni, per rivedere lo sguardo cattivo che non si riesce a dimenticare, per riascoltare la voce cattiva che non si riesce a lasciar andare. Quando le prime richieste gli verrano mosse, Dio ne resterà commosso. Poi, per la prima volta, atterrirà. Capirà all’improvviso che alcuni suoi figli saranno stati capaci di amare chi lui avrà condannato per l’eternità: un’espressione cupa di divina disperazione gli oscurerà il volto mentre si alzerà dalla sedia, con un cenno a testa china si congederà dai presenti camminando verso Pietro e senza rispondere uscirà per sempre dalla porta del Paradiso. Si condannerà all’Inferno.
Giudizio Universale di Riccado Maddalena – Riproduzione riservata© 2012 –
(Autore curato e promosso da Dimitri Ruggeri)


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