ACTION FOR WOMAN: “Le maschere” è il cortometraggio presentato da POPact [Eventi ad Arte]


Action for Woman è un concorso cinematografico promosso dalla Camera dei Deputati e dal Consiglio d’Europa in collaborazione con Cinecittà Luce e CSC Production, ed è ospitato nel canale YouTube.  “Le maschere” è stata la proposta di POPact [Eventi ad Arte], un cortometraggio  scritto e diretto da Haydir Majeed.  Il video è stato selezionato da una prima giuria ed è in concorso. L’iniziativa rientra anche nell’ambito del progetto POP Social Videoclip che tratta, con lo strumento video, problematiche sociali […]

A valutare e giudicare i corti sarà presente una giuria composta da personalità di rilevanza internazionale come Giuseppe Tornatore, Francesca Comencini, Roberta Torre, Renata Litvinova e Enrico Magrelli.

In palio c’è  la proiezione speciale del cortometraggio alla mostra del cinema di Venezia del 2010.

Intervista al Regista Haydir Majeed a cura di Dimitri Ruggeri

Cosa è per te la violenza?R. La violenza è la conseguenza drammatica dell’incomunicabilità.Come hai sviluppato questo tema sulle donne?

R. Sono partito dalla considerazione che la violenza è l’espressione negativa dell’istinto umano. La violenza colpisce senza distinzioni. E soprattutto non si ferma dinanzi ad una donna o una trans. Per molti versi il violento mira a soggiogare le proprie vittime.

A tratti le immagini sono state violente. Una precisa scelta?

R. Credo che è meglio chiamare le cose per nome, e mostrare le cose come sono nella realtà. L’immagine violenta in un film è solo una rappresentazione selettiva dei fatti. Le scene reali sono crude, confuse e dolorose.

Cosa rappresentano quei cinquanta euro?

R. E’ la proposta indecente. E’ l’umiliazione.

Secondo te la violenza ha la fattezza di una maschera?

R. La violenza è la maschera che prevale sulle altre, che tutti noi abbiamo dentro. La maschera però non è stata sempre un simbolo di negativa dissimulazione. La maschera è un’antica espressione nelle arti.

Esistono “ruoli” che la violenza rispetta? In questo caso li hai annullati trasfigurandone il volto e il sesso?

R. La violenza è ovvio disconosce i valori delle persone che la subiscono. In questo caso dobbiamo parlare di persona in generale senza distinguere tra uomo, donna, trans o omosessuali.


Titolo: Le maschere (The masks)
Genere: Drammatico sulla violenza sulle donne
Lingua: Italiana con sottotitolo in inglese
Anno di produzione: 2009
Luogo: Italia
Regia e Sceneggiatura: Haydir Majeed
Riprese, Montaggio e Post-Produzione: Marco Di Gennaro
Direttore della Fotografia: Marco di Gennaro
Tecnico Audio/ ass.te fotografia: Roberto Falco
Make up: Andreea F.Vezeteu
Interpreti: Violet Rose, Dimitri Ruggeri
Controfigura: Matteo Frezzini
Organizzazione generale: POPact [Eventi ad Arte]
Ringraziamenti: Gina Frejaville

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8 thoughts on “ACTION FOR WOMAN: “Le maschere” è il cortometraggio presentato da POPact [Eventi ad Arte]

  1. Bellissimo, un video contro ogni violenza, per quegli uomini che pensano di poter comprare tutto, per tutti coloro che si sentono donna. Magnifico, bellissima idea, girato e montato da maestri. Attori *BRAVISSIMI*!

  2. Contro la violenza sulle donne che in realtà è violenza su se stessi.
    Basta cambiare quella maschera e scambiarsela.
    E’ violenza universale che ha un valore squallido come il Dio denaro che spesso la categorizza. Geniale l’idea del Regista, ottima la luce e le immagini.
    Compilimenti da parte di tutto il nostro staff

  3. Condivido le affermazioni di Haydir. E’ vero che l’uomo ha tante maschere ognuna da sfoggiare per la giusta occasione. Ma la violenza non è la maschera che prevale sulle altre. Il violento ha tolto tutte le maschera e si mostra per quello che realmente è e che, in quel momento, non riesce a dominare.

  4. Bello! Toccante! Lascia l’amaro in bocca!
    Non sono d’accordo con Haydir sul fatto che la violenza è una maschera. La violenza è mancanza di rispetto per se stessi e per gli altri, è frustrazione, è incapacità di saper affrontare le situazioni, di incomunicabilità, ha troppe sfaccettature e risvolti psicologici per chi la compie e per chi la subisce.
    E’ troppo facile nascondersi dietro una maschera!

    Complimenti agli attori e a tutto lo staff di POPACT!

  5. Devo dire che sono rimasto molto attratto dall’uso della luce; la fotografia riproduce immediatamente l’intimità ed introduce lo spettatore in una situazione familiare. Interessante la frattura di violenza che si inserisce in questo idillio domestico, fattore purtroppo che quotidianamente si insinua nella vita di molte persone che silenziosamente e impotentemente sono costrette a subire. Trovo anche molto narrativi i cat finali sul primo piano della donna.

  6. Ottima realizzazione come era da aspettarsi conoscendo Haydir. Descrizione incisiva e drammatica di come l’altro possa essere visto come oggetto anzichè come persona al punto da farci vergognare di appartenere al genere umano.
    Enrico

  7. In risposta a Corrado

    Ma come si può parlare di idillio domestico, quando nel video si intuisce benissimo che i due soggetti non si conosco. Rientrano ubriachi, lei vestita e truccata in maniera provocante… questa cosa penalizza molto la donna, e lui per di più le offre i soldi?
    La violenza familiare è ben diversa da questa!
    Il soggetto è la violenza sulle donne? Allora perchè non parlare del mobbing, dello stolking, e della discriminazione sociale che ogni giorno noi donne subiamo?! …e delle mutilazione sessuali?!
    Scusate ma si vede che il soggetto la scritto un uomo!

  8. penso che il cortometraggio rappresenti bene la maschera e i volti mascherati con cui la violenza si presenta.
    La vittima è umiliata, colpita nella sua atustima, per poi essere negata nella sua volontà, gettata a terra come un oggetto di poco valore e disprezzata, attaccata, aggredita e infine vinta.
    La violenza è la maschera che dietro cui sta l’aguzzino che vince sul corpo e sulla mente, che violenta doppiamente l’animo di chi viene messo con le spalle al muro e che spesso finisce per non credere di avere scelta o di esserselo meritato.

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