L’ ICONOGRAFIA DI “COLUI CHE HA VINTO IL MONDO”


Spigolando su internet qua e la mi sono imbattuta in un libro di Giovanni Ruggeri:«Le icone su vetro di Sibiel».

Mi ha incuriosito il titolo: credevo che le icone si scrivessero solo su tavole di legno. Invece, leggendolo, mi si è spalancato davanti agli occhi un modo sconosciuto, di contadini, persone che con semplicità hanno portato avanti una tradizione come l’iconografia, con il materiale povero, il vetro, scrivendo le loro icone in casa in laboratori domestici, icone familiari, tramandando magari questa tradizione di padre in figlio.

Tutto questo è successo in Romania, in Transilvania, ed in pieno regime comunista un prete ortodosso, padre Zosim Oancea, mandato a Sibiel dopo anni di carcere e lavori forzati  è riuscito  a restaurare la chiesa  ed a mettere in piedi un museo una raccolta di icone popolari, passando di casa in casa, bussando porta a porta, chiedendo ai suoi parrocchiani di regalare le loro icone per contribuire alla costruzione  del museo.

Mi ha affascinano la figura di questo sacerdote ortodosso, un uomo giusto, che mentre era in carcere è riuscito a dire Messa. Cito testualmente dal libro di Ruggeri: «Questa fede radicale è il fondamento della vita di Padre Zosim, che da essa deriva la  capacità di un giudizio tanto lucido e fermo, quanto privo di risentimento sulle vicende della Romania di quegli anni».
Padre Zosim dopo la liberazione viene nominato parroco a Sibiel e riesce in un’impresa titanica vista la situazione storica:  aprire un museo di icone di vetro, che negli anni è arrivato a 600 pezzi e ha fatto di questa cittadina un centro ecumenico a livello mondiale.
Stiamo parlando del 1964: non  deve essere stato facile testimoniare in questo modo la propria fede,  ma il museo sta lì. Esiste. E quando è Dio a spianare la strada…

Cito ancora testualmente le parole di padre Zosim: «Quello che sono riuscito a fare, con l’aiuto di Dio e di tante persone buone, è in un certo modo  una rivincita sui carnefici della mia generazione. Ho imparato a testimoniare la fede ma anche a perdonare e l’icona mi è sempre apparsa come una comunione di sguardi e di anime in quella bontà e bellezza  che ci uniscono e ci conducono a Colui che ha vinto il mondo».

Chissà, la prossima estate, un viaggio in  Romania? Perché no?.
Ringrazio Giovanni Ruggeri che mi ha aperto una porta.

Per ulteriori informazioni su Sibiel, visita il sito www.sibiel.net, dove si può anche richiedere il volume «Le icone su vetro di Sibiel», disponibile non solo in italiano ma anche in lingua romena, inglese, tedesca e francese.

di Patrizia Biagini


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One thought on “L’ ICONOGRAFIA DI “COLUI CHE HA VINTO IL MONDO”

  1. Sono contenta che l’arte dei contadini romeni Vi è arrivata al cuore …… un viaggio in Romania….. ve lo consiglio, Transilvania è fantastica, mistica, naturale….

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