FOTOGRAFO, SOGGETTO, DESTINATARIO


fOTOGRAFO SOGGETTO DESTINATARIO DI ENRICO MADDALENA del Prof. Enrico Maddalena

Prima che cambiasse direttore e si snaturasse, leggevo Ville Giardini. Vi venivano descritte opere dell’architettura internazionale, illustrate da immagini e, cosa per me più interessante, dagli elaborati di progetto.

Le immagini agiscono a livello emotivo. Piante, prospetti e sezioni invece ce ne mostrano con chiarezza la struttura.

Mi pare interessante analizzare “strutturalmente” la fotografia e le sue diverse componenti.

Immaginiamo di osservare una stampa che ritrae una persona.

La stampa è un oggetto, un rettangolo di cartoncino con un lato che presenta una immagine: in pratica un insieme di zone con diversi annerimenti. Un qualcosa che posso toccare, piegare, mettere in tasca.

Ma quelle zone diversamente annerite mi richiamano alla mente una certa persona. L’oggetto fotografia è quindi un “segno”, un “qualcosa che sta per qualcos’altro”.

Quel cartoncino che chiamiamo fotografia,  è tale perché prodotto da un particolare processo tecnico che presuppone, un operatore ed un soggetto.

Ecco quindi individuati due elementi: l’operatore, cioè il fotografo, ed il soggetto.

Il terzo elemento siamo noi che stiamo guardando la fotografia.

Se dovessimo schematizzare quanto detto, potremmo immaginare un triangolo con ai vertici il fotografo, il soggetto e l’osservatore della foto ed al centro la fotografia.

La foto è il mezzo attraverso il quale noi veniamo a conoscere il soggetto. Ma conosciamo il soggetto in un certo modo e questo “modo” è stato determinato dal fotografo che ha scelto l’inquadratura, le luci, il punto di vista, l’istante dello scatto. Noi quindi veniamo a conoscere il soggetto in maniera indiretta e, come conseguenza delle scelte tecniche, in una maniera filtrata dal fotografo. In una foto quindi, oltre al soggetto c’è, in maniera velata, anche il secondo elemento: il  fotografo.

Ma torniamo al nostro schema triangolare ed esaminiamone i tre lati:

a – lato fotografo-soggetto.

Possiamo percorrere questo segmento nei due sensi: dal fotografo al soggetto e viceversa.

In un senso, il fotografo studia il soggetto e si dispone a rappresentarlo in un certo modo.

Nell’altro, il soggetto interagisce col fotografo assumendo la posa suggerita, o suggerendola lui stesso..

b –  lato destinatario– fotografo.

Il fotografo ha ben presente il destinatario finale della foto. Se gli è stata commissionata da qualcuno (immaginiamo un servizio matrimoniale) sarà condizionato nelle sue scelte tecnico-espressive dalla committenza e dovrà assecondarne i desideri. Pari condizionamento subirà, anche se non se ne rende pienamente conto, se è un fotoamatore che partecipa ad un concorso. Il suo scopo è quello di vincere un premio e quindi cercherà di creare una immagine che possa piacere alla giuria.

c – lato destinatario-soggetto.

Il soggetto sente in un certo qual senso la presenza del terzo componente, di colui che poi osserverà la foto. Cerca quindi di apparire in un certo modo, di dare una particolare immagine di sé. E’ la consapevolezza di questa futura presenza giudicante, la ragione dell’imbarazzo che molti provano dinanzi all’obiettivo. E’ per questo motivo che chi si accorge di essere fotografato si riassetta i capelli e l’abito, ove non opponga addirittura un gesto di rifiuto.

L’osservatore, attraverso la foto, perviene alla conoscenza del soggetto. Se il soggetto gli è familiare, perviene comunque a conoscerlo in quel particolare momento ed in quel particolare luogo.

Si tratta però di una conoscenza indiretta, di una “conoscenza per comunicazione”. In altre parole, il percorso conoscitivo segue queste tappe: osservatore-fotografia-fotografo-soggetto.

Egli perviene cioè non a conoscere il soggetto, ma a conoscere la conoscenza che il fotografo ha di quel soggetto. E’ come dire che il biografo di una persona non ci racconta la vita di quella persona, ma la conoscenza che lui ne ha (o che vuole farci credere abbia per mostrarcela in un certo modo).

La fotografia non è quindi una “impronta della realtà”, ma una forma di comunicazione complessa.

Autore: Enrico Maddalena

Articoli correlati | Eventi | Scuderia Artisti | Vetrina | Iscriviti alla newsletter


galleria eventi, viedo art, interviste, trailer

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...