CIAO FABIO.


IN RICORDO DI FABIO MAURI.
MAESTRO ROMANO DELL’AVANGUARDIA ITALIANA.

Un Amico. Un maestro, un grande artista ci ha lasciato.

Mauri fotografato da Giorgio Colombo

Fabio Mauri
fotografato da Giorgio Colombo

L’artista romano Fabio Mauri, uno dei maestri dell’avanguardia italiana del secondo dopoguerra, e’ morto ieri a Roma all’eta’ di 83 anni. Era anche presidente della Messaggerie Libri, il piu’ importante distributore italiano di prodotti editoriali. E’ stata tuttavia la sua storia artistica a rendere famoso Fabio Mauri, la cui vicenda parte dalla scuola di Piazza del Popolo con Mario Schifano, si volge all’ambito dello sperimentalismo del Gruppo 63 di Umberto Eco, Edoardo Sanguineti e Angelo Guglielmi con la fondazione della rivista ‘Quindici’ (1968) e si afferma negli anni Settanta con una serie di operazioni – installazioni, performances, libri d’artista – che affrontano vicende e problemi della vita sociale del paese.

Così lo ricorda Roberto Falco ex allievo del corso di Estetica; ex performer a Prato, Roma e L’Aquila; assistente per un breve periodo.

Al di fuori di qualsiasi schema precostituito, o etichetta, il lavoro di Fabio Mauri (nato nel 1926) si è manifestato in più ambiti, dalle sperimentazioni sul linguaggio dell’arte visiva, al teatro, alla riflessione estetica.

Diverse sono state le mostre a lui dedicate, ricordo Opere e Azioni 1954 – 1994 presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea tra le più importanti sul profilo di una precisa ricostruzione critica e storiografica della sua personalità di artista, nonchè di un momento cruciale e di passaggio quali sono stati gli anni Sessanta in Italia e nel mondo. Fabio Mauri ha avuto un ruolo fondamentale a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Fece parte della cosidetta “Scuola di Piazza del Popolo”, esponendo in gallerie come La Salita di Gian tommaso Liverani e La Tartaruga di Plinio De Martiis. Attivo nella produzione teatrale, fu autore de Il Benessere con Franco Brusati (1958, Teatro di Roma1958). Realizzò testo, scene e costumi per L’Isola (Teatro Caio Melisso, Spoleto 1964; Teatro Stabile, Roma 1966) e più tardi anche per Lezione d’Inglese (Teatro Stabile, roma 1977).

Con Pier Paolo Paosolini, fondò la rivista d’arte e letteratura Il Setaccio (1942-1943). Con Nanni Balestrini, Umberto Eco, Antonio Porta, Edoardo Sanguineti, Renato Barilli, Angelo Guglielmi ed altri diede vita a Quindici, (1967). Con Alberto Boatto, Maurizio Calvesi, Jannis Kounellis, Umberto Silva, a La Città di Riga (1976).

Dal 1959 al 1975 fu a capo della  redazione romana della casa editrice Bompiani, per la quale curò i due primi volumi del nuovo Almanacco Bompiani, dedicato in particolare alla “Civiltà dell’Immagine” contemporanea.

Ha realizzato oltre novanta opere dal 1954 al 1994 tra dipinti , disegni, oggetti e libri d’artista. Importanti sono anche i collage di pittura, fumetti e disegno in cui viene anticipato l’uso del fumetto come segno iconico di una nuova concezione dell’immagine, elemento basilare della ricerca e delle tendenze più avanzate delgi anni Sessanta.

Un capitolo importante furono anche la realizzazione a partire dal 1958 di Schermi.

schermi_Fabio Mauri - created by Roberto Falco

Lo Schermo, come metafora dell’intera attività di Mauri, è figura di una società “mediale” in cui ogni immagine è per sua natura una “proiezione”. Sono presenti i primi prototipi di carta e tela su telaio aggettante a forma di schermo cinematografico o televisivo, le cosidette Targhe, (opere che utilizzano elementi allusivi alla segnaletica stradale e alle targhe automobilistiche) e infine Schermi di Seconda Generazione realizzati negli anni Sessanta.

Fine_Fabio-Mauri
(Disegno Schermo Fine, 1963 tempera su carta, cm 70 x 100 – Collezione privata)

A Partire dal 1971,  l’attività di Mauri si incentra sull’analisi ideologica degli atti espressivi.

L’artista opera contemporaneamente in pittura, teatro e scrittura, non riconoscendo più la specificità dei generi e puntando al contrario sulla loro equivalenza. Le grandi performance e azioni complesse e “ideologiche” venivano arricchite da installazioni in cui si incrociavano persone, oggetti e film d’autore.

Gli spazi museali diventano i luoghi per eventi: il pubblico stesso diviene comprimario e partecipe.

Non ho fatto cinema, perché ogni volta che vedo attraverso una macchina da presa distolgo l’occhio dall’obiettivo e guardo quello che c’è intorno”. Fabio Mauri.

  • Performance

Ebrea, 1971
Che cosa è il fascismo, 1971
Natura e cultura, 1973
Oscuramento, 1975
Le proiezioni, 1975-1980
Intellettuale, 1975 – 1994
Che cosa è la filosofia. Heidegger e la questione tedesca. Concerto da tavolo, 1989

manifesto Fabio Mauri - Che cosa è la filosofia. Heidegger e la questione tedesca. Created by Roberto Falco
(Manifesto Fabio Mauri – Museo Pecci di Prato. Collezione Privata)

  • Ascolta L’intervista

Una lunga intervista sull’arte, le avanguardie e il sessantotto.
Il Professor Fabio Mauri, artista e intellettuale, è stato fra i protagonisti di una tavola rotonda che si è tenuta presso l’Auditorium Parco della musica in occasione del Festival della Filosofia dedicato al sessantotto. In quella stessa sede, nella cornice del Foyer Sinopoli, si era da poche ore inaugurata una mostra dell’artista dal titolo L’universo d’uso. Tra i due eventi (e la prossima pubblicazione per i tipi de Il saggiatore di un volume che raccoglie gli scritti del professore), un filo ininterrotto di riflessione sul fare arte, oggi, mai disgiunto dalla pratica di quell’arte.

[…] Nessun segno particolare di cultura è fuori da un testo generale storico, e nessun testo generale storico o interpretazione di mondo è fuori dall’enigma più generale dell’universo […]

Intervista di Matteo Baldi. Produzione Sergio Meloni per RadioAlt.

  • Guarda il video

GRAN SERATA FUTURISTA – INTERVISTA A FABIO MAURI
The great night of futurism – ROMA 2005

Prima parte

Seconda Parte

Terza Parte

Quarta Parte

Quinta Parte

> TUTTI I VIDEO

  • Fabio Mauri nella Marsica

Dal catalogo Vicende e storia critica del Premio Avezzano 1949-2001

Premio-Avezzano
(G. Cipollone, L. Di Fabrizio, Fabio Mauri, L.Canova – Palazzo a.r.s.s.a. Avezzano)

  • Recenzioni libri – Fabio Mauri

Scritti in mostra. L’avanguardia come zona. 1958-2008
Fabio Mauri
Brossura. Il Saggiatore, 2008
ISBN 8842813796 / 88-428-1379-6 / 9788842813798

Memoria ex auditu. Con CD Audio
Fabio Mauri
Brossura. Luca Sossella editore, 2007
ISBN 8889829222 / 88-89829-22-2 / 9788889829226

Sacra rappresentazione
Mauri Fabio
Baiesi, 2007
ISBN 888701535X / 88-87015-35-X / 9788887015355

Debiti con la realtà
Mauri Fabio
ill., brossura. Gruppo Edicom, 2005
ISBN 8882362280 / 88-8236-228-0 / 9788882362287

I 21 modi di non pubblicare un libro
Fabio Mauri
Cartonato. Il Mulino, 1990
ISBN 8815028110 / 88-15-02811-0 / 9788815028112

Io sono un ariano
Fabio Mauri
Rilegato. Lampi di Stampa,
ISBN 8848807917 / 88-488-0791-7 / 9788848807913

* I funerali si svolgeranno Venerdì 22 P.za Navona, Roma – ore 11 am

Special Thanx to: Roberto Falco


galleria eventi, viedo art, interviste, trailer

5 thoughts on “CIAO FABIO.

  1. I am sorry for your loss, Roberto. You have always spoken very highly of Fabio Mauri. I am sure that you will continue to share his teachings and inspiration with many people and his work will resound in the coming generations. He has left great things to mankind.

  2. Un personaggio e una persona veramente interessante, come ce ne sono pochi nel mondo dell’arte.
    Una persona che è riuscita a spaziare entro campi eterogenei.
    Arte è vita.

    Greta

  3. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa la triste notizia della scomparsa di Fabio Mauri ha inviato alla moglie un messaggio di commossa partecipazione al dolore della famiglia nel quale si sottolinea che “l’intensa attività di creazione artistica sviluppata da Fabio Mauri nel segno di una ininterrotta ricerca e apertura al nuovo, e il suo impegno nel campo dell’organizzazione culturale e in particolar modo nell’ambito dell’editoria ne avevano fatto una figura di rilievo nel panorama dell’arte e della cultura italiana”. Ne dà notizia il Quirinale.

  4. Sono amareggiato..ricordo sporadici ma intensi momenti della performance di quel lontano 7 maggio 1993 arricchita negli anni dalla conoscenza diretta di Roberto Falco….si tratta di artisti che con la loro arte,la concretezza delle loro idee innovative e geniali e non solo creative ci donano la ricchezza che posseggono per farla un pò propria….ed io li ringrazio per questo…ciao fabio

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