MANIFESTO FUTURISTA – 100 anni dopo


La redazione POPact segnala alcune manifestazioni, eventi e mostre in occasione de Il centenario del FUTURISMO organizzate in tutta Italia.

Clicca sulle immagini per vedere il video

video, Manifesti futurismo - Created by Roberto Falco

  • Tutte le informazioni utili per visitare le mostre

FUTURISMO. AVANGUARDIA-AVANGUARDIEFUTURISMO.
AVANGUARDIA-AVANGUARDIE

Inaugurazione 20 febbraio 2009 | a cura di didier attinge, commissario generale per le scuderie del quirinale ester coen | scuderie del quirinale | roma

Il 20 febbraio, a cento anni dalla pubblicazione del Manifesto del Futurismo di Marinetti si inaugura a Roma, presso le Scuderie del Quirinale, la mostra ‘Futurismo. Avanguardia-Avanguardie’.

Curata in collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi e la Tate Modern di Londra, la mostra riafferma il ruolo primario del Futurismo nel complesso disegno del lessico artistico delle prime avanguardie ed è allestita, prima a Parigi (ottobre 2008 – gennaio 2009), a Roma e, per finire, a Londra (giugno – settembre 2009).
Le tre prestigiose istituzioni, coinvolte hanno ognuna lavorato sulla base di un progetto iniziale in modo da evidenziare, sede per sede, l’ottica con cui ogni singolo paese ha poi effettivamente partecipato a quella idea fondante di rinnovamento e tensione verso il futuro che connotò quello squarcio di secolo.

La sede di Roma, in particolare, pur mantenendo la traccia del progetto francese iniziale, teso a ricostruire la celeberrima mostra futurista del 1912 alla galleria Bernheim-Jeune di Parigi, sposta l’accento sulla straordinaria trama di corrispondenze e opposizioni che, all’inizio del secolo scorso, marcarono uno dei più interessanti dibattiti della modernità. In un percorso emozionante per la qualità altissima dei prestiti accordati grazie al concorso di musei e collezioni internazionali, sono esposti i più importanti capolavori futuristi di quegli artisti oggi riconosciuti come i grandi maestri del Novecento.

Alle Scuderie del Quirinale un denso percorso espositivo evidenzia gli apporti teorici e stilistici di futurismo e cubismo nella genesi del cubo-futurismo russo, del vorticismo inglese e del sincromismo americano, sottolineando così il contributo fondante dell’avanguardia italiana nella geniale intuizione marinettiana di una nuova sintesi tra spazio e tempo. Un ampio catalogo, per le edizioni 5 Continents / Centre Pompidou contribuisce alla mostra attraverso saggi e documenti.

Futurismo. Avanguardia-Avanguardie
A cura di Didier Ottinger
Commissario generale per le Scuderie del Quirinale Ester Coen
Dal 20 febbraio al 24 maggio 2009
Scuderie del Quirinale – Via XXIV Maggio 16, Roma
www.scuderiequirinale.it

Mostre in corso al Palazzo delle Esposizioni
Darwin 1809 – 2009
A cura di Niles Eldredge, Ian Tattersall e Telmo Pievani
Fino al 3 maggio 2009

Etruschi. Le antiche metropoli del Lazio
A cura di Mario Torelli e Anna Maria Moretti
Fino al 8 marzo 2009

Praga. Da una primavera all’altra. 1968-1969
A cura di Annalisa Cosentino
Fino al 1 marzo 2009

Info: Palazzo delle Esposizioni – Via Nazionale,194 – Roma
www.palazzoesposizioni.it

Edito da: Roberto Falco

^ Torna su


LA DINAMO FUTURISTALA DINAMO FUTURISTA.

Inaugurazione sabato 14 febbraio | ore 17.00 | sala conferenze | museo d’arte | lugano (ch)

Proprio a febbraio del 2009 ricorre il centenario della fondazione del movimento futurista. Il contributo che il Museo d’Arte di Lugano intende dare alle celebrazioni di questo importante movimento è focalizzato su un omaggio a Umberto Boccioni, uno dei protagonisti del futurismo, che più di altri ha contribuito alla sua nascita e al suo sviluppo. Un piano del museo è dedicato alla produzione giovanile del futurista fiorentino Primo Conti, sodale di Boccioni.

Omaggio a Umberto Boccioni

Nell’ambito della mostra dedicata a Boccioni, che occupa il primo e il secondo piano del museo, sono per la prima volta messi in dialogo due importanti nuclei dell’artista: le opere su carta di proprietà dello Stato italiano conservate alla Galleria Nazionale di Cosenza in Calabria, regione nativa di Boccioni, e le opere prefuturiste presenti nella Collezione della Città di Lugano.
Quest’ultima raccoglie ventuno opere realizzate dall’artista tra il 1903 e il 1909 provenienti dalla raccolta d’arte dello stampatore Gabriele Chiattone donata alla Città di Lugano nel 1961. Un numero importante di queste opere è stato presentato in occasione della mostra Boccioni prefuturista tenutasi al Museo Nazionale di Reggio Calabria nel 1983 mentre il nucleo nella sua totalità alla mostra Opere d’arte della Città di Lugano. Donazione Chiattone presso il Museo Civico di Belle Arti di Lugano nel 2006-2007.
La Galleria Nazionale di Cosenza conserva una serie di opere su carta già appartenute ad una delle più prestigiose collezioni americane, quella di Lydia e Harry Winston, successivamente acquistate da Carlo F. Bilotti e infine confluite nella collezione della Galleria Nazionale di Cosenza nel 1996. L’insieme è costituito da sessanta fogli con ottantacinque disegni di periodi diversi, relativi al periodo della formazione, all’esperienza prefuturista e con alcuni significativi fogli del periodo futurista. Il fondo è stato studiato e presentato al pubblico in occasione della mostra Umberto Boccioni. Una raccolta di disegni e incisioni presso il Museo d’Arte dell’Otto e Novecento di Rende nel 2008.
L’impostazione dell’esposizione ha una valenza innanzitutto filologica, di messa in dialogo dei due nuclei boccioniani a cui saranno integrati una serie di complementi provenienti da altre collezioni pubbliche e private svizzere e italiane pertinenti alle opere presenti nell’istituzione ticinese e in quella cosentina.
Di particolare interesse sono gli accostamenti inediti in mostra di alcuni studi preparatori con le relative esecuzioni ad olio come nel caso ad esempio di Contadini al lavoro e Campagna lombarda.
L’obiettivo, oltre a proporre un percorso attraverso l’opera di Boccioni dai primi anni del Novecento fino alle prove del 1915 – ovvero dal divisionismo di impronta naturalistica, attraverso il simbolismo e il futurismo, fino alle ultime prove di impostazione cézanniana – è quello di valorizzare le opere delle due collezioni pubbliche mediante l’accostamento di olii, disegni e grafiche evidenziando alcune procedure creative e illustrandone le tappe più significative.
Alla presentazione della mostra al Museo d’Arte di Lugano farà seguito una tappa della stessa in Calabria.
L’esposizione ideata da Bruno Corà, a cura di Tonino Sicoli e Cristina Sonderegger, sarà accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale con contributi critici dei curatori, di Maurizio Calvesi e l’illustrazione a colori di tutte le opere in mostra.

Primo Conti
Disegni per Harriet Quien, “La donna che venne dal mare” 1912-1925

La mostra di Primo Conti, a cura di Daniela Palazzoli, occuperà il terzo piano del museo. Nell’anno in cui si celebrano i primi cento anni del Movimento Futurista Italiano, pubblicizzato ufficialmente da Filippo Tommaso Marinetti sul quotidiano “Le Figaro” di Parigi il 20 Febbraio 1909, la mostra ripercorrere in modo sintetico e qualitativamente alto gli esordi di Primo Conti (1900-1988), dai primi disegni di timbro espressionista alla sua ormai celebre fase futurista, fino ad un breve periodo di ispirazione metafisica che si conclude intorno al 1925 con il ritorno ad una costruzione più classica dell’opera d’arte.
Questo è reso possibile dalla selezione di un nucleo di una sessantina di disegni facenti parte della raccolta di un suo grande amore giovanile, la Signora Harriet Quien, che egli conobbe nei primi anni Venti sulla spiaggia di Antignano dove era solito passare le vacanze, come si racconta in un capitolo delle sue memorie intitolato La donna che venne dal mare.
La convergenza dell’aspetto artistico con quello privato consente anche di sfatare una delle leggende che circondano la figura giovanile di questo enfant prodige dell’arte d’avanguardia, che comincia a disegnare e dipingere in età precocissima, con un’urgenza ed una serietà che lo portano ad ignorare i trastulli infantili e dell’adolescenza. Così sintetizza in modo lapidario questa condivisa impressione lo scrittore e suo amico Giovanni Papini: “Primo Conti di Firenze, nato col secolo, fu pittore prima ancora d’essere uomo”.
Disegnatore fecondo, Primo Conti usava la matita come strumento di grande immediatezza utile per fissare impressioni, dettagli e concetti base dei fatti e personaggi reali che incontrava quotidianamente, da rielaborare eventualmente in seguito. In questo percorso di scoperta e messa a punto dei suoi stili attraverso le quattro fasi iniziali della sua attività conferma la sua fama di “cartina di tornasole di tutte le avanguardie” (Vanni Scheiwiller).
Lo scavo compiuto da Daniela Palazzoli per ricostruire la personalità e la vita di Harriet Quien (1900- 1981) – che, per esempio, pretendeva di essere chiamata ‘Harry’ perché “non è il sesso a definire la personalità delle persone” – ci mostra una donna straordinaria, poliglotta e cosmopolita, in anticipo sui tempi, e dotata di capacità di valutazione e di movimento a 360 gradi, che oggi possiamo definire da globalizzazione avanzata. Conti dimostra, nei suoi scritti e nei documenti conservati presso la Fondazione Primo Conti di Fiesole, di rendersi conto della eccezionalità della sua Musa; il che è una delle ragioni del suo amore per lei. In questo incontro fra due coetanei, nati entrambi col secolo, si realizza quella aspirazione di continuità fra arte e vita che Primo Conti aveva scoperto quando, appena quattordicenne, aveva contribuito ad allestire la mostra di Umberto Boccioni a Firenze e, ancora prima di conoscerlo e condurlo a visitare su sua richiesta le sculture dei Prigioni di Michelangelo, aveva provveduto a restaurare uno dei suoi gessi da esporre in mostra. Primo Conti scoprì in quell’occasione che Umberto Boccioni amava usare materiali deperibili perché: “l’opera d’arte per essere viva deve aver la stessa sorte dell’uomo e subire, come l’uomo, la malattia e la morte”. Incluso anche l’amore: come prevede la coerenza fra arte e vita.

La dinamo futurista.
Omaggio a Umberto Boccioni
Primo Conti – Disegni per Harriet Quien, “La donna che venne dal mare”, 1912-1925
Dal 15 febbraio al 19 aprile 2009
Museo d’Arte – Riva Caccia 5, CH – 6900 Lugano – www.mda.lugano.ch

OMAGGIO A UMBERTO BOCCIONI
CURATORI: Cristina Sonderegger, Conservatrice del Museo d’Arte di Lugano, Tonino Sicoli, Direttore del Museo d’Arte dell’Otto e Novecento di Rende
PROGETTO DELLA MOSTRA: Bruno Corà

PRIMO CONTI – DISEGNI PER HARRIET QUIEN, “LA DONNA CHE VENNE DAL MARE”, 1912-1925
CURATORI: Daniela Palazzoli PROGETTO DELLA MOSTRA: Daniela Palazzoli UFFICIO STAMPA: Sabina Bardelle, Attività Culturali – Servizio informazione comunicazione e PR Città di Lugano
tel. +41 (0)58 866 70 90 – fax. +41 (0)58 866 71 03; sbardelle@lugano.ch
PARTNER DEL MUSEO D’ARTE DI LUGANO: Credit Suisse
CON IL SOSTEGNO DI: Casinò Lugano; Ginsana; Repubblica e Cantone Ticino

catalogo: Silvana Editoriale (www.silvanaeditoriale.it)

Edito da: Roberto Falco

^ Torna su


FUTURISMO NEL SUO CENTENARIOFUTURISMO NEL SUO CENTENARIO, LA CONTINUITA’

Inaugurazione 20 febbraio 2009 | ore 17,30 | a cura di luigi tallarico | galleria del palazzo ducale | cavallino

Venerdì 20 febbraio alle ore 17,30 a Cavallino (LECCE) nella Galleria del Palazzo Ducale si inaugura la mostra Futurismo nel suo centenario, la continuità, organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune con il patrocinio di Regione Puglia, Provincia di Lecce, Città di Lecce, Unione di Comuni della Messapia, Università del Salento, Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia, Accademia di Belle Arti di Lecce, Istituto statale d’arte “G.Pellegrino” di Lecce, Centro Studi Futurismo-Oggi, Roma, Sindacato libero scrittori italiani-Roma e con il sostegno di Carrefour e di Sveviapol.
La rassegna, promossa dall’on. Gaetano Gorgoni, Assessore alla Cultura e da Fulco Ruffo di Calabria, si affianca alle numerose iniziative promosse in Italia da enti pubblici, istituzioni culturali, musei e gallerie private, per celebrare il centenario della nascita del Futurismo e viene inaugurata a cent’anni esatti dalla pubblicazione del Manifesto del Futurismo sulle pagine del quotidiano francese “Le Figaro” del 20 febbraio 1909.
In mostra ben 112 opere tra dipinti, sculture, grafiche, disegni firmati da Giacomo Balla, Luigi Russolo, Gino Severini, Antonio Sant’Elia, Mario Chiattone, Mario Sironi, Julius Evola, Enrico Prampolini, Tato, Diulgheroff, Benedetta Cappa Marinetti e tanti altri protagonisti del primo Futurismo, accanto a quelle degli artisti appartenenti al cosiddetto Secondo Futurismo, tra cui Gerardo Dottori, Tullio Crali, Enzo Benedetto, Osvaldo Peruzzi, Mino Delle Site, Ivo Pannaggi, Emilio Buccafusca, Pippo Oriani.
A testimonianza della vitalità della lezione futurista – ed è questa la peculiarità della rassegna di Cavallino – sono presenti le opere di artisti contemporanei, come Silvio Amelio, Lorena Berg, Pablo Echaurren, Antonio Fiore, Fulvio Ligi, Veronica Piraccini, Tina Saletnich, Massimo Sansavini, Loretta Surico, Giulio Tamburrini, i quali hanno raccolto e sviluppato il messaggio lanciato alla fine del primo decennio del XX secolo da un gruppo di artisti convinti di poter cambiare radicalmente non solo l’arte ma anche le modalità di ogni aspetto dell’esistenza umana.
Così illustra il significato della rassegna il curatore Luigi Tallarico:
“Il punto di forza, se vogliamo l’originalità della mostra di Cavallino, consiste nel considerare la presenzialità delle forme originarie dei futuristi storici, facendo riferimento al concetto nuovissimo di struttura dinamica aderente allo spazio, senza escludere l’incanto cromatico, lirico e astratto, che emerge dalle profondità metafisiche, alle quali avevano guardato, con la visione di Balla, i futuristi della successiva generazione”.

In mostra sono presenti le opere di:
Giovanni Acquaviva, Alfredo Gauro Ambrosi, Aris Bacci, Giacomo Balla, Enzo Benedetto, Emilio Buccafusca, Attilio Calzavara, Carlo Carrà, Mario Chiattone, Arturo Ciacelli, Tullio Crali, Mino Delle Site, Nicolaj Diulgheroff, Gerardo Dottori, Errico, Julius Evola, Ferruccio Ferrazzi, Ivanoe Gambini, Mario Lepore, Silvio Lo Celso, Alberto Magnelli, Benedetta Cappa Marinetti, Antonio Marasco, Virgilio Marchi, Filippo Tommaso Marinetti, Molis, Bruno Munari, Pippo Oriani, Ivo Pannaggi, Osvaldo Peruzzi, Enrico Prampolini, Riccardo Ricas, Luigi Russolo, Antonio Sant’Elia, Gino Severini, Mario Sironi, Pippi Starace, Tato (Guglielmo Sansoni), Thayaht (Ernesto Michaelles), Antonio Valente, Lucio Venna;  e di:  Silvio Amelio, Lorena Berg, Pablo Echaurren, Antonio Fiore, Fulvio Ligi, Veronica Piraccini, Tina Saletnich, Massimo Sansavini, Loretta Surico, Giulio Tamburrini.

Ad introdurre i visitatori due grandi riproduzioni della scultura Forme uniche della continuità dello spazio di Umberto Boccioni (1913, Civiche raccolte del Comune di Milano), realizzate da docenti e studenti dell’Istituto statale d’arte “G.Pellegrino” di Lecce.

Futurismo nel suo centenario, la continuità
Dal 21 febbraio al 20 aprile 2009
Orari di apertura: tutti i giorni 9,30-12,30; 16,00-20,00
Galleria del Palazzo Ducale, via Vittorio Emanuele III
Cavallino (LECCE)
Info: vice.sindaco@comune.cavallino.le.it

Edito da: Roberto Falco

^ Torna su


F.T. MARINETTI=FUTURISMOF.T. MARINETTI=FUTURISMO

dal 12 febbraio 2009 | fondazione stelline | milano

La Fondazione Stelline di Milano organizza la prima grande mostra interamente dedicata a Filippo Tommaso Marinetti, fondatore del Futurismo, nel centenario della nascita del primo grande movimento d’avanguardia italiano avvenuta a Milano nel 1909.

L’esposizione F.T. MARINETTI=FUTURISMO intende riscoprire la figura di Marinetti in tutta la sua ricchezza e complessità, mettendo in rilievo la sua importanza internazionale come letterato e innovatore del linguaggio, vero detonatore del nuovo corso dell’arte italiana, il genio della rivoluzione estetica che segna un profondo cambiamento nella società e nella cultura italiana degli inizi del ‘900.
Il 20 febbraio 1909 venne pubblicato, su “Le Figaro” di Parigi, il Manifesto di Filippo Tommaso Marinetti che proclamava l’atto di fondazione del Futurismo. A distanza di cento anni il Comune Milano, patria del Futurismo (la prima sede ufficiale del movimento era in via Senato 2, casa di Marinetti), propone per l’occasione un ricco cartellone di iniziative ed eventi, che faranno della città la capitale del Futurismo per tutto il 2009: FuturisMI, progettato e curato dall’Assessorato alla Cultura.

La mostra – che inaugura i nuovi spazi della Sala del Collezionista, oggetto di un attento lavoro di recupero che ne ha raddoppiato la superficie espositiva – è curata da Luigi Sansone, affiancato da un comitato scientifico composto da Luigi Ballerini, Lucia Matino, Ermanno Paccagnini, Filippo Piazzoni ed Elena Pontiggia.
Il percorso espositivo propone numerosi ritratti e caricature di Martinetti e alcuni capolavori fondamentali presenti nell’originaria collezione dell’artista, o fatti acquisire da Marinetti al Comune di Milano, tra cui le opere di Umberto Boccioni Linea e forza di una bottiglia e Sotto il pergolato a Napoli, e quelle di Giacomo Balla Spazzolridente ed Espansione di primavera, tutte provenienti dalle collezioni delle Civiche Raccolte di Milano.

Il nucleo inedito e importante della mostra presenta per la prima volta insieme 30 tavole parolibere, tra cui la Battaglia a 9 piani (1915) dal MART, la tavola Parole in libertà-Bombardamento sola igiene (1915) della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna, Guido Guidi (1916), oltre alla più grande tavola parolibera mai esposta prima e proveniente dalla UCLA University di Los Angeles, Bombardement d’Andrinople (1913). Tra le rare “parolibere” e le numerose pubblicazioni di Marinetti sarà dato ampio rilievo al volume parolibero Zang Tumb-Tumb (Edizioni futuriste di “Poesia”, Milano 1914), vero incunabolo della moderna sperimentazione letteraria europea.
Altri importanti prestiti arricchiscono la mostra come Sudan-Parigi, importante esempio del tattilismo di Martinetti.
Inoltre un’ampia sezione documentaria arricchisce la mostra: manifesti futuristi; fotografie; cataloghi d’epoca; cartoline; alcuni numeri delle riviste “Poesia”; “Gli Avvenimenti”; “Il Mondo”; “Vela Latina”; “Noi”; “L’Italia Futurista”, ma anche “Anthologie Revue” e “La Vogue”. Verranno inoltre esposti numerosi e importanti documenti, tra cui un manoscritto di Marinetti sulla fotografia, il Canto LXXII di Ezra Pound e le opere di Carlo Belloli della collezione Isisuf, Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo.

La mostra è organizzata in collaborazione con il Comune di Milano e la Regione Lombardia, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, con il contributo della Provincia di Milano e il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Il catalogo Federico Motta Editore ( € 35 in mostra), che accompagna la mostra, è ricco di approfondimenti e mette in rilievo l’importanza internazionale di Marinetti attraverso i saggi di importanti studiosi e letterati.

F.T. MARINETTI=FUTURISMO
MILANO, FONDAZIONE STELLINE – Corso Magenta, 61
Dal 12 febbraio al 7 giugno 2009
www.stelline.it
Infoline e prevendita: www.ticket.it/marinetti

Scuole, gruppi e visite guidate / Ad Artem
www.adartem.it

Catalogo Federico Motta editore (€ 35 in mostra)

UFFICIO STAMPA
CLP Relazioni Pubbliche
Comunicati e immagini su: www.clponline.it

Fondazione Stelline
Alessandra Klimciuk, tel. +3902.45462437; press@stelline.it

24 ORE Motta Cultura
Giulia Zanichelli, tel. +3902.30076255; giulia.zanichelli@24oremottacultura.it

Edito da: Roberto Falco

^ Torna su


galleria eventi, viedo art, interviste, trailer