CARNEVALE OVVERO CARNEM LEVARE


Carnem Levare pic by Dimitri Ruggeri di Dimitri Ruggeri

La redazione, aspettando l’anteprima del cortometraggio “Carnem levare, il Cammino…” di Haydir Majeed tratto dal progetto omonimo di Dimitri Ruggeri, propone un estratto del libro che uscirà congiuntamente al DVD. L’autore ci spiega, in breve, perché la scelta di un titolo che riporta al Carnevale.

Etimologicamente dal termine latino Carnem levare deriva la parola Carnevale. Ad oggi questo termine farebbe pensare che l’evento affonda totalmente le radici nella cristianità;eppure le origini fanno parte di tradizioni ben più antiche. Le prime manifestazioni risalgono a 4000 anni fa dall’antico Egitto dove questa festa era in onore di Iside simbolo della fertilità dei campi e il rinnovarsi della vita. Nelle “Dionisiache” greche e nei “Saturnali” romani, erano espressione del bisogno di un temporaneo scioglimento degli obblighi sociali e delle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell’ordine, allo scherzo ed anche alla dissolutezza.

Nel Medioevo i popoli barbari iniziano a personificare lo stesso carnevale con l’essere umano e con un fantoccio. Come detto la parola deriva dal termine dal termine latino “Carnem levare” e significa “togliere la carne”. L’evento era il banchetto di abolizione della carne che si teneva subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima. Il Carnevale e’ il momento in cui la gerarchia decade per far posto alle maschere dove si arriva a negare se stessi per divenire altro, si esce dal quotidiano cammino. Il “Cammino” è quindi un abbandonarsi alle radici dell’uomo, alle sue sofferenze e nefandezze.
E’ necessario che provi a spezzare tutti i suoi vincoli, le sue catene attraverso l’espiazione del dolore, del suo stesso dolore. Questo è l’unico modo per penetrare direttamente nella sua anima. L’uomo è solo e né Cristo né Allah né Buddah possono redimerlo. Il male stesso dell’uomo è l’uomo stesso. La sua anatomia è quella del distruttore. E’ innata.

Tratto dall’introduzione al progetto:
Carnem Levare, il cammino…

di Dimitri Ruggeri


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2 thoughts on “CARNEVALE OVVERO CARNEM LEVARE

  1. Ti ringrazio per l’intervento che ci dà un ulteriore spunto di dialogo.

    “L’ipocrisia che circonda l’uomo in realtà è una semplice simulazione. Gli uomini simulano e fingono per natura e da qui torno all’origine greca del significato “ypòkrisis”.
    Sono d’accordo con te sulla sopravvivenza come prima forma di istinto. E’ questa simile a quella degli animali ma con una piccola differenza.
    Sarebbe normale se ci trovassimo su un isola deserta a spartire l’ultimo pesce pescato. Ed ecco che per istinto e spirito di questa sopravvivenza ammetterei ogni cosa, anche un colpo di machete sulla nuca di un uomo.

    Cos’è lo spirito di sopravvivenza?
    Sopravvivere significa vivere sopra quello che un tempo era il “normal vivere”? Il problema è che oggi il nostro spirito di sopravvivenza si è troppo alzato. E’ spirito di sopravvivenza il telefonino, tre appartamenti, due vacanze l’anno e un mastodontico SUV.

    Mi chiedo cosa sia sopravvivere o meglio vivere. Ci identifichiamo con quello che si ha e non con quello che si è?

    Vogliamo sempre di più come un bambini viziati che rendono “normale quello che hanno ottenuto”. Il nostro impeto ci porta ad avere sempre di più a scapito degli altri, a scapito degli oppressi e dei miserabili.
    Eppure anche in questo contesto siamo capaci di essere “paternalisti” e “assistenzialisti”
    Siamo capaci di essere “Buoni”. La convinzione che abbiamo di questo è TOTALE.
    Allora ecco che se una cosa è buona è anche giusta. E per la giustizia tutto è ammesso.
    Non so sinceramente come sia possibile ristabilire un ordine sano.

    Quello che si cerca è smascherare. Ammettere l’evidenza, come l’olocausto, come tutti i crimini che l’uomo scatena.
    Mi vengono in mente personalità che dalla Chiesta ai nazzistelli di quartiere sono conniventi a questo sistema simulatorio.
    Ma è esistito davvero l’Olocausto?

    L’anatomia umana è quella di distruggere, veder corpi stesi incastrati tra macerie..
    Molti hanno visto nell’accadimento dell’11 settembre un qualcosa di spettacolare coincidente con il “Bello”.
    Quella distruzione era terribilmente armoniosa alla vista telespettatrice da essere quasi gustata con popcorn e coca cola.
    Gli animali uccidono per fame. L’uomo uccide, dopo tre lauree e quindici master. Ne è capace. Lo fa e lo continuerà a fare.
    Spogliamoci e riconosciamolo che sia questa metafora del Carnevale che sia qualcuno che ci strappi la carne con unghie dalla stessa faccia.
    Abbiamo forse bisogno di tragedie per riscoprire i valori. L’uomo non cambia. Ha bisogno di guerre?
    Penso come la pace divida i popoli e come le paure e le angosce li uniscano.
    Questa pace è falsa. Questa pace non esiste.
    Quali speranze in questo contesto?
    Ci arroghiamo il diritto di parlare e dire.
    Siamo soltanto la bocca di 100 milioni di borghesi in confronto a 7 miliardi e mezzo di straccioni e pezzenti.
    Eppure la voce è sempre la nostra.
    Anche questa: La mia.

  2. Il passaggio non è che l’inizio di un sovvertimento di un ordine preesistente.

    Anche nella catarsi c’è un principio lato di distruzione.
    La catarsi passa attraverso la morte.

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