L’ANGOLO DI ELISA, UNA FINESTRA SUL MONDO: EMERGENZA RAZZISMO? SI, GRAZIE.


pezzetti di cielo - Enrico Maddalena Uomini e donne picchiati. Uomini e donne minacciati.
L’economia è più urgente. Il dibattito politico è più importante.
Fatti gravi di intolleranza scorrono senza attenzione: clandestinamente.
Emergono notizie sconvolgenti di un’Italia vergognosa.

Su di un foglio fotocopiato segretamente è emersa – silenziosamente – la storia di una famiglia rom. Alle 5 del mattino di un martedì di inizio autunno V. ed i suoi figli vengono importunati da un blitz delle forze dell’ordine. C’è stata la soffiata di un furto di fili di rame. Poi la denuncia per allaccio abusivo di luce e gas. La notizia lanciata da un’agenzia stampa scrive di una presunta minaccia di violenza fisica da parte di un agente nei confronti della moglie di V.: “Ti acchiappo per i capelli, ti sbatto in macchina, ti porto in questura e ti denuncio per maltrattamento di minori.”

Hanno rubato fili di rame? Hanno rubato luce e gas?

È questa la sicurezza che si chiede allo stato?

La repressione disordinata ha la meglio sul controllo sano e rispettoso di una società proiettata alla guerra di culture.

A. è invece una somala naturalizzata italiana. Accusata di rapimento per la sola colpa di essere all’aeroporto con i suoi nipoti, è stata offesa nella sua dignità di donna. Denudata e tenuta per ore alla mercé di forze dell’ordine che hanno nel sangue la repressione, si è vista sminuire ulteriormente la propria personalità nel non essere riconosciuta vittima, ma carnefice di una presunta resistenza a pubblico ufficiale.

Chi di noi si farebbe infilare mani sudice e colpevoli nelle parti intime per una assurda accusa di traffico internazionale di stupefacenti?

Gli immigrati sono il capro espiatorio delle nostre paure inconsce. Il diverso della nostra coscienza riaffiora dall’omologazione televisiva. È troppo duro ammettere che abbiamo timore di affrontarci faccia allo straniero. L’immigrato deve stare ai nostri piedi: il suo viso non ci somiglia e la sua lingua non ci rappresenta. Sottomesso è l’unica condizione possibile per chi è straniero. Come i pazzi, gli storpi e gli straccioni, gli stranieri costituiscono la vergogna, cancellata dal nostro sguardo, ma sempre più evidente ai nostri occhi. Troppo presuntuoso pretendere stessi diritti e doveri: loro unica opportunità è ammettere di essere schiavi di una società del benessere da baracconi.

Forse la conoscenza riuscirà a cambiare, almeno in superficie, una deriva dalla quale difficilmente si potrà uscire.

La paura ci attanaglia come padroni che dall’alto controllano il buon operato di pecore mansuete, stando sempre attenti a non mescolarci con gente che potrebbe prevalerci.

La paura non ci fa vedere la realtà: siamo orgogliosi di una cultura che tenta di colonizzare nel proprio paese, di dominare nelle proprie città, di prevalere nel proprio lavoro.

La paura ci fa scappare dall’altro, da quei quattro milioni di stranieri che per salvare se stessi stanno aiutando anche noi: fanno lavori da pezzenti, come anche noi qualche tempo fa (era il dopoguerra quando la grande migrazione italiana era ancora in voga, mentre ora sembra non toccarci la cosiddetta fuga di cervelli che ci fa vergognare della nostra intelligenza).

La paura è frutto di ignoranti ancora presenti sul nostro territorio: ignoranti perché ignorano la storia, la cultura e la dignità umana.

La paura è l’avidità di chi pensa al proprio, anziché all’altrui delle generazioni future.

La paura ci lega al nostro passato, mentre gli altri avanzano sulla via della creolizzazione: noi rimaniamo ancorati al nostro amor proprio, alla passione sviscerale per qualcosa che non esiste più, pur di non riconoscere e accogliere l’altro davanti a noi.

Basterebbe un passo indietro, un gradino piccolissimo verso l’altro che ci segue, verso lo straniero che ci tende la mano, verso il barbone che ci lancia uno sguardo, verso il pazzo che ci strappa un sorriso, verso il diverso che ci ama ancora.

Elisa Scaringi


  • Eventi in moviemento

ISCRIVITI a POPact channel Gallery Events
Video Art
Interview
Trailer

One thought on “L’ANGOLO DI ELISA, UNA FINESTRA SUL MONDO: EMERGENZA RAZZISMO? SI, GRAZIE.

  1. Ciao Manuela…
    vorrei rispondere ai tuoi messaggi per darti alcune spiegazioni…e forse magari ci scrivero’ anche due righe su.
    per me la creolizzazione non va tra virgolette perche’ e’ una strada reale che sto percorrendo da un po’… si chiama proprio cosi’: via della creolizzazione.
    si tratta di un percorso attraverso l’alterita’ del diverso per scoprire l’identita’ di me stessa.
    e’ una strada che si costruisce giorno dopo giorno attraverso lo scontro e poi l’incontro “compenetrante” con il diverso da me. e cosi’ si arriva alla cosiddetta compenetrazione di culture, perche’ oramai l’idea di “intercultura” (cioe’ di culture tutte sullo stesso piano) e’ fallita… la via della creolizzazione procedere verso la “transcultura”, che significa andare oltre le singole culture e creare cio’ che nei caraibi e’ stata la creolizzazione: un’unica cultura nata dalla “compenetrazione” positiva di elementi differenti.
    si tratta di una sorta di cultura rizomatica, nata da radici differenti e che porta in se’ tutto il positivo della diversita’. l’intercultura e’ stata l’affermazione dell’uguaglianza delle culture, negando pero’ la possibilita’ di un loro incontro, visto come effetto negativo di una colonizzazione che ancora permane in noi stessi. la transcultura vuole essere una affermazione reale e possibile di un’uguaglianza che puo’ arrivare solo dalla mescolanza per la realizzazione di una cultura unica e arricchente.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...