VICENDE E STORIA CRITICA DEL PREMIO AVEZZANO 1949–2001


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L’intera manifestazione, libro e mostra, ha voluto ripercorrere la storia della piu’ rappresentativa manifestazione culturale della città riuscendo, pur con i limiti che gli organizzatori ben conoscono, a fornire un prodotto dignitosissimo ed ad inquadrare bene l’arco delle 26 edizioni.

Il successo della manifestazione, testimoniato dall’alta frequenza di visitatori e dai molti giudizi positivi, dovrebbe essere un ulteriore sprone per l’Assessore Bruno di Cola, il quale si è impegnato in prima persona per la riuscita dell’evento, per restituire al “Premio Avezzano” la prestigiosa posizione che occupava in campo nazionale tra le rassegne di arti figurative, riproponendo la rassegna già nel 2009. Del resto nel proporre la ricostruzione storica delle 26 edizioni del Premio gli organizzatori si prefiggevano il rilancio della manifestazione.

Sappiano gli organizzatori del prossimo Premio che per rilanciarlo occorrerà un dottore non un infermiere.

Un caldo ringraziamento va a quanti hanno collaborato. alle famiglie degli Artisti scomparsi per la buona risciuscita dell’evento. Si ringrazia inoltre l’Ufficio Cultura del Comune di Avezzano.

di Angelo De Zanet

(Si ringrazia Roberto Falco)

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2 thoughts on “VICENDE E STORIA CRITICA DEL PREMIO AVEZZANO 1949–2001

  1. Looking forward to working with you again in the near future, Falco!

    You truly are an amazing creator…I hope that you will return to Boston soon, so that we can collaborate on yet another art project. I greatly admire and appreciate your fine work and am always deeply inspired by your creative imput…

    Congratulations on your most recent accomplishments!

    Best Wishes!
    Artist G

  2. Premio Avezzano e Pinacoteca, la cultura “che non c’è più
    By Mario Sbardella on febbraio 17, 2015

    Pub. Terre marsicane

    Avezzano
    Segnò la rinascita culturale della Città e della Marsica nel post dopoguerra, ora la straordinaria invenzione di un gruppo di giovani artisti dell’epoca che conquistò un posto di rilievo nel panorama artistico del Bel Paese e l’attenzione della Biennale di Venezia, il Premio Avezzano, è finito nell’oblio insieme alle opere della Pinacoteca in “parcheggio” al Teatro dei Marsi.

    A quasi 15 anni dal “the end”, l’ultima edizione del Premio Avezzano risale al 2001, il professor Giorgio Tempesti, critico d’arte e memoria storica del Premio Az, sul quale sta scrivendo un libro, bussa alla porta del sindaco, Giovanni Di Pangrazio, affinché “la Città si riappropri di quel pezzo di storia: il Premio Avezzano è stato un eccezionale veicolo di crescita culturale per il territorio”, afferma Tempesti, “rilanciarlo, insieme alla riapertura della Pinacoteca, per far ammirare alla popolazione e ai giovani tutte le opere acquisite negli anni di vita del premio, sarebbe un segno di grande sensibilità e lungimiranza politica”. Quadri e sculture, infatti, dopo un lungo peregrinare in vari luoghi (Centro di iniziative culturali (1971) presieduto da Enrico Veri; Centro studi marsicano ai tempi dell’ex preside del classico Aroldo Buccini; seminterrato del Comune; Castello Orsini ai tempi del sindaco Mario Spallone) ora sono ammassati in uno stanzino al Teatro dei Marsi dove sono stati trasferiti nel 2013 causa infiltrazioni al tetto.

    Alcuni “pezzi” sono rimasti nel maniero, mentre altri sarebbero negli uffici del Comune: incerto, quindi, il quadro generale del patrimonio artistico frutto della straordinaria scommessa di quel gruppo di giovani artisti locali, Marcello Ercole, Pasquale Di Fabio, Dante Simone, Ermanno Toccotelli, Enzo Frittella e Carlo Colonnello, nata con il nome di Mostra Marsicana nel 1949; diventata Mostra di Arti Figurative nel 52; Mostra d’Arte Regionale nel 53; infine Premio Avezzano nel 57. Numerose le firme di prestigio arrivate negli anni, tra le quali spiccano quelle di Antonio Bragaglia (unica opera del 1922), Luigi Veronesi, Mario Schifano, Remo Brindisi, Emilio Notte, Getulio Alviani, Giuseppe Carrino, Cesare Tacchi , Mauro Reggiani, Enrico Accatino, Umberto Mastroianni. Un vero e proprio fiore all’occhiello l’opera “Bucranio” dell’artista Pino Pascali, premiata nel ’66, due anni prima della morte dell’artista pugliese (incidente in moto) che stava per essere consacrato alla Biennale di Venezia.

    Ora, però, mentre il Premio Avezzano è in stand-by da 14 anni, anche quelle prestigiose opere della Pinacoteca, un tempo visibili al Castello, sono al chiuso di una stanza da quasi due anni. E allora Tempesti, il critico d’arte che nel 1969 si occupò della collezione su incarico dell’allora sindaco Ciofani, confida nell’intervento del primo cittadino, affinché “istituisca una fondazione ad hoc” per rilanciare l’importante appuntamento artistico-culturale che proiettò Avezzano sulla scena artistica nazionale e, non ultimo, per rendere nuovamente fruibile la pinacoteca “fantasma” intitolata a Ernesto Pomilio

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